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Bollettino coronavirus: 251 nuovi casi in Trentino, altre 5 vittime

Non accenna a diminuire il contagio: ecco i dati di sabato 7 novembre. Aumentano anche i ricoveri ma la situazione nelle terapie intensive è ancora ritenuta sotto controllo

Non accenna ad "appiattirsi" la linea dei contagi in Trentino: sono 251 i nuovi casi di coronavirus secondo il bollettino quotidianamente diffuso dalla Provincia ed aggiornato a sabato 7 novembre. Si registrano anche oggi, come ieri, 5 persone decedute con il virus. Cresce anche il numero di ricoverati, che in totale sono 261, ovvero 18 più di ieri, anche se rimane per ora sotto controllo quello dei pazienti in rianimazione, attualmente 18.

Il numero totale delle vittime da inizio pandemia è di 529, di cui circa 60 nella cosiddetta seconda ondata. Da sottolineare anche come ogni giorno si registrino, chiaramente, dei guariti: sono 55 nelle ultime 24 ore. Le persone attualmente positive sono 2.711. Da venerdì 6 novembre sono scattate anche in Trentino le misure previste dal Dpcm e dalla conseguente ordinanza del Ministero della Salute che ha identificato la provincia di Trento come "zona gialla", nella fascia con minor restrizioni.

Si ricorda che è in vigore il "coprifuoco", ovvero il divieto di spostamenti non giustificati con apposita autocertificazione dalle 22 alle 5 del mattino. Nella giornata di domenica 8 novembre saranno chiuse solamente le attività commerciali non essenziali che si trovano all'interno dei centri commerciali, tutte le altre resteranno aperte. L'autocertificazione serve anche per spostarsi dal Trentino alla Lombardia, che è stata dichiarata "zona rossa". 

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, tra l'altro positivo al virus, ha firmato una nuova ordinanza nella quale ha inserito anche dei comportamenti raccomandati, ma non obbligatori, per persone con più di sett'antanni di età, ma anche per studenti e lavoratori pendolari. Lunedì 9, infine, partirà la didattica a distanza per le scuole superiori anche se è ancora in corso la contrattazione con lo Stato, che la imporrebbe al 100%, mentre la Giunta chiede che le ore di lezione online siano solamente il 50% del totale, ovvero tre giorni su sei. 

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