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Mori: continua l'occupazione, in quindici nella stanza del sindaco: "Chiediamo sicurezza"

Fissare il diedro e poi ripensare l'opera: la richiesta era chiara due settimane fa e lo è ancor di più oggi. In serata una "riunione" con altri manifestanti in strada

Continua l'occupazione, iniziata questa mattina, degli uffici del sindaco a Mori da parte di una quindicina di manifestanti anti-vallotomo. Alle 18 è prevista una piccola "assemblea" con altri manifestanti che si raduneranno in strada sotto al Municipio, gli "occupanti" usciranno sul  balcone per discutere il da farsi. "Siamo cittadini normali, persone ragionevoli - spiega Anna Mentesana, del sindacato USB, ancora chiusa nella stanza del primo cittadino insieme agli altri.

"Come prima cosa chiediamo di commissionare un progetto di messa in sicurezza del diedro - prosegue - abbiamo raccolto la  disponibilità in tal senso da parte del professor Nuci e siamo disponibili a pagare di tasca nostra il progetto. Abbiamo chiesto anche di poter vedere i dati relativi ai sensori che dovrebbero tenere sotto controllo i movimenti della roccia, in modo da poter garantire eventualmente l'evacuazione, ma questi dati non ci sono stat forniti e crediamo poco all'efficacia di questi sensori".

"Il fatto è che, come emerge anche dalla relazione del professor Barla, il diedro determina una situazione di pericolo ed andrebbe fissato comunque, con o senza vallo-tomo. Chiediamo di procedere a questi lavori di messa in sicurezza e di aprire il  dialogo sull'opera, ma abbiamo trovato un'amministrazione sorda e cieca". L'occupazione dunque prosegue, il sindaco, a quanto pare, ha scelto di non far intervenire le forze dell'ordine,  ma è evidente che la situazione non potrà restare in stallo a lungo. 

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