Bollettino coronavirus: +268 positivi, 8 decessi e oltre 400 persone ricoverate

I dati del report giornaliero dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, divulgati dalla Provincia e dal Ministero della Salute

Numeri importanti anche domenica 15 novembre, quelli relativi al contagio da Covid19 registrati in Trentino a un primo aggiornamento. Il dato, come sempre fornito dai report giornalieri redatti dall'Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) e divulgati alla Provincia autonoma di Trento e sul sito del Ministero della Salute, è in crescita. I dati del report di Apss parlano di altri 8 decessi (4 maschi e 4 femmine), 2 dei quali in RSA, tutti riferiti a persone con 80 anni circa. I nuovi casi positivi sono 268 di cui 165 individuati tramite contact tracing o screening, mentre gli altri 103 presentano sintomi di intensità variabile (oltre ottanta i pauci sintomatici). I dati più preoccupanti riguardano, come accade da alcuni giorni ormai, quelli relativi ai decessi e, dall’altro lato, l’andamento dei ricoveri. Tra tutti i nuovi positivi, 74 sono ultra settantenni, ma ci sono anche 4 piccolissimi tra zero e due anni ed altri 4 con meno di cinque anni. Ci sono poi 6 casi nuovi, tra operatori e ospiti, legati all’ambiente delle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) e altri 32 nuovi casi di bambini e ragazzi in età scolare (sabato 14 novembre le classi in quarantena erano 227).

Sul fronte ospedaliero le cifre sono in aumento: ci sono ormai 403 pazienti ricoverati e sale anche il numero di chi si trova in rianimazione: 33 pazienti. Tra di loro c’è anche chi ha meno di 50 anni, circostanza che spinge l’Azienda sanitaria a rinnovare con forza l’appello alla massima prudenza e a non ritenere erroneamente che il Sars-Cov-2 sia pericoloso solo per gli anziani. Questi ultimi, ovviamente, rimangono i più esposti alle conseguenze più gravi della malattia. I tamponi analizzati sabato 14 novembre sono stati 2.482 di cui 1.368 da Apss e 1.114 da Fem. I guariti, invece, sono 133.

L'accordo con i medici di famiglia

È stato firmato in Provincia un accordo con i medici, in linea con quello nazionale del 30 ottobre scorso, dove, accanto all'effettuazione dei test antigenici rapidi, i medici di medicina generale sono delegati dall'Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) a rilasciare i certificati di isolamento e di quarantena per i sospetti e i contatti, e i relativi certificati di malattia. A darne notizia è stato l'ufficio stampa della Provincia, venerdì 13 novembre.

Comuni rossi e la nuova ordinanza

Tre Comuni diverranno a breve aree rosse in Trentino, a comunicarlo è stato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti nell'incontro con la stampa di venerdì 13 novembre. I tre Comuni sono Baselga di Pinè, Bedollo e Castello Tesino. È in arrivo la nuova ordinanza provinciale con nuove e più stringenti misure anti-contagio che riguarderanno il Trentino. Lo ha ribadito il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, durante un incontro organizzato con la stampa nel tardo pomeriggio di venerdì 13 novembre.

Assembramenti e rabbia

Nel pomeriggio di sabato 14 novembre, il sindaco Franco Ianeselli e il presidente Fugatti hanno ricevuto una foto che documentava assembramenti nel centro di Trento, come se non ci fossero restrizioni e raccomandazioni in corso. Una situazione reputata inaccettabile dallo stesso sindaco, anche in vista dell'aumento dei contagi e dal numero di decessi che, come dichiarato più volte dal presidente Fugatti, è un dato davvero alto, soprattutto confrontandolo a livello nazionale.

L'ipotesi di lockdown

Torna, però, anche il rischio di lockdown .È già tornato a lavorare sul tavolo delle restrizioni il Governo, dopo meno di una settimana dalla firma del Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) del 3 novembre, diverse e accese sono state le discussioni in merito ai colori delle aree, soprattutto da parte di quei territori che si sono sentiti identificati in maniera sbagliata. Eppure, dopo qualche giorno di ansia per le sei regioni a rischio di cambio fascia, ora il discorso si fa più ampio, allargando alla possibilità di stringere ancora di più e di mettere l'intera Italia in area arancione se non, addirittura, in rossa. Un secondo lockdown a poco più di 40 giorni dal Natale, è proprio quello che tutti, o quasi, speravano di non leggere e sentire. 

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