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Covid, il governo al lavoro per le riaperture: il piano

La zona gialla è sparita da settimane ormai, ma Garavaglia promette una graduale riapertura delle attività a partire dalla prossima settimana

L'Italia è ancora divisa tra zona arancione e zona rossa, del giallo non vi è tracca, seppure in diversi presidenti di regione ne parlino. Il presidente della provincia autonoma di Trento da inizio aprile ha più volte sottolineato che i dati sono quelli da zona gialla in Trentino. Non si sa quando tornerà la zona gialla. C'è una data, ipotizzata ma pur sempre un punto fisso attorno al quale ragionare e che potrebbe rappresentare il momento di "giro di boa" nella lotta al coronavirus: il 2 giugno, il giorno della Festa della Repubblica. Una data menzionata dal ministro del Turismo in quota Lega Massimo Garavaglia in un'intervista a La Stampa, mentre il governo Draghi è ancora alle prese con l'emergenza vaccini e il piano per le riaperture dovrebbe prendere le mosse a partire dal 20 aprile e a partire da lunedì 12 aprile restano solo quattro regioni in zona rossa: Valle D'Aosta, Campania, Puglia e Sardegna.

Garavaglia nell'intervista spiega che la cabina di regia del governo sull'emergenza coronavirus comincerà a programmare alcune aperture a breve, sempre sulla base dei dati scientifici e dell’andamento dei contagi. Settore per settore: «Ogni settimana che passa perdiamo pezzi di Pil e non ce lo possiamo permettere». E per quanto riguarda la stagione turistica l’esponente della Lega dice di lavorare per farla ripartire «a maggio, almeno per le spiagge, con protocolli rafforzati all’inizio». Per Garavaglia comunque la cosa più importante è dare una prospettiva. «Ovvio che sarei più contento se le spiagge, come l’anno scorso, aprissero a metà maggio».

Entro la festa della Repubblica, stando a quanto annunciato dal ministro, dovrà essere aperto tutto o quasi tutto. «Quando ho parlato del 2 giugno facevo riferimento alla più importante festa nazionale, ossia quella della Repubblica. In Francia ad esempio hanno indicato il 14 luglio. Mi riferivo a una data finale entro la quale mi auguro sia aperto tutto o quasi tutto. Ovviamente dipende dal piano vaccinale. Da tempo diciamo che dobbiamo programmare. Sappiamo che, finché i numeri non lo consentono, bisogna essere molto prudenti. Ciò non vuol dire che non si deve programmare. Ci sono attività che puoi aprire il giorno dopo: per esempio domani una Regione è in arancione e allora i parrucchieri possono riaprono. Ci sono invece delle attività che hanno bisogno di settimane se non di mesi di anticipo per programmare l’apertura. Ogni settore ha una storia a sé».

È dunque attesto un crono-programma dal governo che stabilisca le varie riaperture. La ristorazione "se ci sono le condizioni" dovrebbe iniziare a vedere la luce già entro il mese di aprile. Il ministro ha poi parlato di isole Covid free e il green pass: «I tempi dell’Europa non sono ancora certi, si parla di 15 giugno. Secondo noi bisogna anticipare un po’ per garantire la circolazione nei tempi giusti e per programmare la stagione estiva. Cosa prevede il green pass? Se sei vaccinato o no, se hai avuto il covid e quindi hai gli anticorpi, se hai fatto il tampone. La condizione del tampone è la più semplice perché comunque, nelle more della vaccinazione, ti può consentire una circolazione e una mobilità in sicurezza. Non è un caso che la sperimentazione dei voli che vengono da New York senza quarantena ponga questa regola. Sardegna sicura è sostanzialmente il lasciapassare europeo. Questo può garantire l’apertura di diverse attività e anticipare il periodo in cui saremo vaccinati e avremo l’immunità di gregge».

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