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Musica in città: "le regole devono cambiare" per l'ennesima volta

La questione torna di attualità con l'annuncio del consigliere Corrado Bungaro secondo cui il Comune starebbe mettendo mano alle norme. Non è la prima volta che si annuncia un cambiamento, ecco un riassunto degli ultimi cinque anni

Musica in città: le regole vanno cambiate. A dirlo è il consigliere comunale di Futura 2018, e musicista, Corrado Bungaro, da sempre attento alla questione. Questione che però, negli anni, è stata sollevata a più riprese sia dagli addetti ai lavori (artisti di strada e non, gestori dei locali e, non meno importanti, i fruitori) ma mai affrontata a livello istituzionale.

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In questi anni ne abbiamo scritto diverse volte: la questione fu sollevata con l'introduzione dei "punti musica" contestati sul nascere perchè relegati in zone di scarso passaggio, ai limiti del centro.

Anche il regolamento venne cambiato, quasi sempre con scarso successo, vedi la vicenda della cosiddetta "legge Beatles" che prevedeva un numero massimo di componenti per le esibizioni all'aperto, oppure i limiti all'amplificazione introdotti con una successiva revisione.

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Sono passati quasi quattro anni da quando il collettivo di musicisti I Know A Place invitò i candidati sindaco delle comunali a discutere la questione in un incontro pubblico che riscosse molto successo.

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Con l'amministrazione Andreatta bis l'assessore che più si è occupato  della questione è Roberto Stanchina, occupato per modo di dire visto che la promessa di un nuovo regolamento per la  musica in città è rimasta tale per tutti questi anni.

Ora nuove elezioni sono, quasi, alle porte. Il consigliere Bungaro, eletto nella maggioranza con il PD e poi passato a Futura nelle scorse provinciali, si scaglia nuovamente contro regole stringenti, e a volte assurde, che limitano l'attività musicale e culturale in genere: non ultimi i punti musica che, nonostante i tanti proclami, sono  ancora a loro posto.

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