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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Scuola

Niente compiti a Carnevale, Maestri (Pd) non ci sta: "Ingerenza mai vista"

La consigliera critica la decisione dell'assessore Gerosa di emanare due circolari riguardanti il diritto alla disconnessione nelle scuole: "Necessario prima confrontarsi"

Diritto alla disconnessione e niente compiti per casa durante le imminenti vacanze di Carnevale. È la proposta che l’assessore all’istruzione Francesca Gerosa, durante l’incontro di mercoledì 31 gennaio con la Consulta provinciale degli studenti, ha detto di voler promuovere anche tramite l’emissione di una doppia circolare nei prossimi giorni.

"Siete costantemente collegati, anche solo psicologicamente, al mondo della scuola - ha detto la vicepresidente della provincia davanti alla platea di studenti -. Gli strumenti informatici sono importanti, ma credo vadano resi meno pervasivi rispetto alla vostra vita, affinché possiate strutturare il lavoro in agenda e sviluppare capacità organizzative. Lo studio è importante, ma dovete poterlo programmare per dedicarvi agli amici e alle amiche, ai vostri hobby, allo sport e, perché no, anche all’ozio. Così potrete vivere gli anni più belli della vostra vita sia con impegno che serenità".

La reazione 

Una proposta che però, soprattutto per quanto riguarda le modalità, ha sollevato le polemiche dell’opposizione. Intervistata da TrentoToday, la consigliera provinciale Lucia Maestri (Pd), dopo aver rilasciato un duro comunicato stampa ("Agli insegnanti resterà solo il diritto di pensare e in silenzio"), non fa giri di parole: "Emettere delle circolari su un tema simile è un ingerenza molto forte nei confronti del mondo scolastico - dichiara -, non si è mai visto una simile imposizione circa la libertà d’insegnamento e quella dei singoli docenti di programmare la loro attività come ritengono più opportuno". Secondo Maestri, un simile intervento deve necessariamente nascere attraverso un confronto: "Può anche essere che ci sia da regolarizzare qualcosa sul rapporto scuola famiglia o sul carico di lavoro – conclude la consigliera –, l’invito di per sé potrebbe anche essere condivisibile. Ma prima è necessario un ragionamento d’insieme, certe cose non possono essere imposte da un assessore tramite circolari". 

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