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Mobilità sostenibile: il DDL popolare spazzato via dal Consiglio provinciale

La richiesta di discutere il DDL popolare prima di quello di Gilmozzi è stata respinta. Successivamente l'aula ha deciso di annullare del tutto la discussione. L'amarezza dei proponenti: "Si sono presi il merito senza assumersi le responsabilità"

Niente da fare per il Disegno di Legge di iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile, arrivato in aula, dopo un iter durato anni, insieme alla legge "concorrente" dell'assessore Gilmozzi. La maggioranza del Consiglio provinciale ha deciso di non discutere il DDL, giudicandolo superfluo dopo la discussione di quello giuntale.

Poco importa che la proposta popolare fosse cronologicamente precedente a quella di Gilmozzi: la richiesta dei proponenti di avere la precedenza è stata cassata. Si è passati dunque, nel pomeriggio di ieri e poi nella mattinata di oggi, a discutere gli emendamenti alla legge dell'assessore che sarà votata con tutta probabilità in serata.

"Sono stati inseriti emendamenti migliorativi, senza dubbio - commenta amareggiata Antonella Valer, prima firmataria della proposta di legge - ma non è stata inserita alcuna previsione di investimento e senza risorse questa legge diventa totalmente inefficace. Chi non vuole prendersi responsabilità si è invece preso il merito di questa legge. Ci saremmo aspettati un po' più di correttezza" leggi il comunicato, clicca qui...

In aula ieri il consigliere del Movimento Cinque Stelle Degasperi ha fortemente criticato il DDL Gilmozzi per non aver recepito le istanze poopolari, oggi il consigliere Borga, pur dichiarando il suo voto contrario al  DDL popolare, ha definito vergognosa l'operazione di "by-pass" della Giunta. Una mossa che determina anche il naufragio dell'ipotesi "biglietto zero" per il trasporto pubblico trentino, fondamentale, secondo i promotori della legge popolare, per una vera e propria rivoluzione degli stili di vita legati alla mobilità; rivoluzione tra l'altro attesa secondo gli obiettivi della legge Gilmozzi che, con un emendamento dello stesso assessore, ha alzato l'asticella: passare dall'attuale proporzione 70%-30% tra chi viagggia in auto  e chi usa i mezzi pubblici, ad un rapporto 55%-45% entro il 2020.


 

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