"Rivoluzione Teroldego" e Vino Santo, oltre alle bollicine: i migliori vini trentini secondo Gambero Rosso

Ecco le eccellenze trentine, che salgono da 11 a 13, premiate con i famosi "tre bicchieri" nella Guida Gambero Rosso 2020

L'uva di Teroldego, quest'anno con due vini nella Guida Gambero Rosso

Ci sono "sei bicchieri" in più sul tavolo delle eccellenze vinicole trentine imbandito da Gambero Rosso nella Guida ai migliori vini d'Italia 2020, presentata in antemprima nei giorni scorsi. L'anno scorso i vini trentini premiati con i famosi "tre bicchieri" della Guida erano 11 (l'anno prima erano 12): una buona notizia per il Tretino che, pur rimanendo sempre distante dalle grandi regioni vitivinicole come Toscana e Piemonte, recupera quota in classifica.

Il Trentino recupera anche terreno sul vicino Alto Adige, che l'anno scorso aveva ottenuto 23 riconoscimenti, quest'anno "solamente" 21. Ma al di là dei numeri è il panorama tratteggiato dalla Guida ad essere interessante. Vediamolo nel dettaglio.

La sorpresa: Vino Santo di Toblino

Anzitutto a balzare agli occhi è la new entry di un vino che è una delle tipicità più ricercate del Trentino: il Vino Santo, da non confondersi col Vin Santo toscano, della Valle dei Laghi. La grande novità di quest'anno è infatti il Vino Santo 2003 di Toblino, che spezza la solita dicotomia tra rossi e bollicine.

"Nonostante sia una tipologia meno fortunata nei consumi - scrivono gli autori della Guida - il Vino Santo è una vera risorsa per la viticoltura trentina, sarebbe auspicabile credervi e portare avanti la produzione di Vino Santo".

"Noi, quest’anno, abbiamo creduto tanto in quello di Toblino, frutto del millesimo 2003. Ci fa ancora più piacere che sia una cantina sociale: ricordiamo che sono aziende che rappresentano tanti viticoltori e tante famiglie del vino che lavorano tutelando l’agricoltura e gli ambienti rurali dei nostri paesaggi" concludono gli autori.

"Rivoluzione Teroldego" e tra i bianchi convince il Müller

Stesso discorso per il vino bianco, che fa capolino nella lista con una conferma: il Müller Thurgau Viàch 2018 di Corvée, presente anche l'anno scorso con l'annata 2017. Anche i vini rossi hanno un "tre bicchieri" in più rispetto all'anno scorso, e due sono una novità, entrambi Teroldego: l'annata 2016 di Barone de Cles e la linea V. Le Fron 2016 di De Vescovi Ulzbach. 

Il re dei vini rossi trentini spinge gli autori a parlare di una vera e propria rivoluzione: "Sicuramente il Teroldego sta trovando una sua strada precisa anche attraverso l’iniziativa Teroldego Revolution, nata nel 2018 e volta a creare un disciplinare ideale per una produzione di altissimo livello". Gli altri due vini rossi presenti sono due etichette sempre presenti nella Guida di consolidata fama: il Pinot Nero 2016 di Maso Cantanghel ed il San Leonardo 2015 dell'omonima tenuta nel Trentino meridionale, vero alfiere dei rossi trentini. 

Bollicine: 7 etichette premiate: "Essenza del territorio"

Come sempre il mondo degli spumanti rappresenta più della metà dell'elenco. Anche in questo caso le etichette sono tra quelle che, ogni anno, si contendono il prestigioso riconoscimento: Aquila Reale Riserva 2009 di Cesarini Sforza,  Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2008 di Ferrari, Madame Martis Riserva 2009 di Maso Martis (cantina che l'anno scorso aveva fatto il "bis" con due brut in lista), Rotari Flavio Riserva 2011 di Mezzacorona, Dosaggio Zero Letrari Riserva 2012 di Letrari, Pas Dosé Balter Riserva 2013 di Nicola Balter. Da segnalare l'ingresso nell'elenco dei "tre bicchieri" di Cavit, il consorzio cooperativo trentino, con Altemasi Graal Riserva 2012.

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Vino: spumante batte champagne per la prima volta

Un prodotto unico, quello rappresentato dal Trento doc, che ha ormai innescato un processo di identità teritoriale consolidata e rappresenta la vera eccellenza da esportare. "Gli spumanti convincono sempre più - concludono gli autori della Guida - non solo per la mera qualità organolettica, ma soprattutto perché riescono a trasmettere tutta l’essenza territoriale, fatta di vigneti in altura e di un microclima di montagna".

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