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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Test genetico per le forme mendeliane di ictus del giovane: l’esperienza del gruppo Ipsys e di Magi Euregio

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Il 10 e 11 maggio 2015 a Bolzano, presso il Gardenhotel Premstaller, si è svolto il Meeting "Prescrizione del test genetico per le forme mendeliane di ictus ischemico e emorragico del giovane". Ospiti della Cooperativa Sociale MAGI EUREGIO di Bolzano, presieduta dal dott. Matteo Bertelli, si sono riuniti i neurologi esperti nella diagnosi e cura del gruppo IPSYS (Italian Project on Stroke in Young Age), coordinato dal Professor Alessandro Pezzini (Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Clinica Neurologica, Università degli Studi di Brescia).

Al termine dell'incontro si è svolta una conferenza stampa, presso il TIS Innovation Park, a cui hanno preso parte, oltre al Dott. Matteo Bertelli ed al Professor Alessandro Pezzini, il Dott. Andrea Grata (Segretario Generale, Coonfcooperative Bolzano) e il Dott. Leopoldo Zelante (Direttore UOC di Genetica Medica, Opera Padre Pio da Pietralcina, Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo)

L'ICTUS cerebrale è causato dall'improvvisa chiusura o rottura di un vaso cerebrale e dal conseguente danno alle cellule di tale zona, dovuto alla mancanza dell'ossigeno e dei nutrimenti portati dal sangue (ischemia) o alla compressione dovuta al sangue uscito dal vaso (emorragia cerebrale). L'ICTUS cerebrale in Italia rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, e la prima causa assoluta di disabilità.

Grazie ad una tecnologia di sequenziamento massivo parallelo, è possibile analizzare con un unico test 23 geni per l'Ischemico ad eredita mendeliana e 16 geni per l'Ictus emorragico ad eredità mendeliana.

Le malattie genetiche mendeliane associate ad Ictus, sono tutte malattie rare e si suddividono nei seguenti gruppi:

  • Malattie genetiche del collagene

In questo caso l'Ictus avviene per una debolezza strutturale del vaso sanguigno. I collageni infatti rappresentano la componente fondamentale della struttura dei vasi sanguigni. Ricordiamo, in questo gruppo, i disordini correlati al collagene di tipo 4, i disordini correlati al collagene di tipo 3 e la sindrome di Marfan.

  • Malformazioni Vascolari Genetiche Mendeliane

Il vaso sanguigno risulta malformato e di conseguenza più fragile. Il capostipite di questi disordini è rappresentato dalle malformazioni cavernose celebrali.

  • Malattie mitocondriali

Tra cui ad esempio la MELAS.

  • Malattie metaboliche

Come ad esempio le malattie di FABRY.

  • Coagulative

Ad esempio il deficit del fattore VII.

Si comprende dunque come le singole malattie genetiche siano rare, ma, cumulativamente, l'elevato numero le rende responsabili del 5-10% delle forme di ictus giovanile. Per queste patologie è attualmente possibile una cura solo per la malattia di FABRY, dove l'industria farmaceutica ha prodotto l'enzima mancante, che può essere iniettato nel circolo sanguigno ed evitare così l'avanzamento della malattia, prevenendo l'Ictus celebrale.

Per le altre non esiste ancora una cura certa, ma, in questo senso, la ricerca potrà produrre importanti risultati.

"E' su queste convinzioni - ha affermato il dott. Matteo Bertelli - che nasce la collaborazione fra il laboratorio di genetica MAGI EUREGIO ed il gruppo IPSYS, coordinato dal Prof. Alessandro Pezzini. L'identificazione di nuove mutazioni nei vari geni analizzati, permetterà di pubblicare, per la prima volta, un dato epidemiologico sulla prevalenza delle malattie genetiche nell'Ictus giovanile e di comprendere, attraverso clonaggio e caratterizzazione funzionale delle mutazioni, alcuni aspetti fondamentali della malattia".

La MAGI EUREGIO, centro pilota per la diagnosi, ricerca e cura delle malattie genetiche e rare, è il primo centro in Italia ad aver messo a punto un test genetico per tutte le forme note di Ictus ischemico e emorragico del giovane ad eredità mendeliana.

L'acronimo IPSYS (Italian Project on Stroke at Young Age) identifica un network costituito da 26 centri (24 centri neurologici; 1 centro per l'analisi dei dati; 1 laboratorio centrale) distribuiti su tutto il territorio nazionale e coordinati dalla Clinica Neurologica dell'Università di Brescia, con uno specifico interesse scientifico nei confronti della patologia ischemica cerebrale in età giovanile.

"Nonostante l'incidenza della patologia ischemica cerebrale aumenti in modo esponenziale con l'avanzare dell'età - ha spiegato il Professor Alessandro Pezzini - un numero di soggetti variabile tra 60 e 200 per milione di abitanti viene colpito ogni anno dalla malattia anche in età giovanile nei Paesi occidentali. Ciò rende ragione dell'impatto che essa può avere in termini assistenziali, sociali ed economici. Oltre a questo, l'elemento distintivo dell'ictus ischemico in età giovanile dal punto di vista biologico è rappresentato dall'estrema varietà dei meccanismi patogenetici ed eziologici che lo determinano, a differenza di quanto si osserva in età avanzata. L'ictus ischemico in età giovanile rappresenta, dunque, una condizione patologica di estrema rilevanza epidemiologica, nei confronti della quale è indispensabile uno specifico approccio diagnostico-terapeutico e, prima ancora, scientifico. Dati epidemiologici indicano, a questo riguardo, un costante incremento in frequenza della malattia nelle fasce di età più giovani della popolazione negli ultimi 20 anni, contrariamente alla graduale riduzione rilevata nelle età avanzate, il che ha indotto molte Società Scientifiche a richiamare l'attenzione generale su questo problema ed a stimolare la ricerca.

Il progetto IPSYS si propone, in particolare, il reclutamento di un'ampia coorte di soggetti colpiti da ictus ischemico in un'età compresa tra i 18 e i 45 anni, per indagini di epidemiologia classica e di epidemiologia genetica, al fine di identificare e quantificare l'impatto di specifici fattori predisponenti e di approcci terapeutici mirati. Al momento sono stati reclutati e sottoposti alle valutazioni standardizzate previste dal protocollo circa 2200 pazienti - ha proseguito il Prof. Pezzini - il che fa dello studio IPSYS il più ampio registro di soggetti colpiti da questa malattia disponibile nella letteratura scientifica. Prevediamo di poter estendere questo numero fino ad almeno 2500 soggetti entro il 2016. Il nostro interesse scientifico fino ad ora si è primariamente focalizzato sulla identificazione e caratterizzazione di fattori di rischio che possano essere considerati specifici dell'ictus nel giovane e che correlino con la tendenza della malattia a recidivare in alcuni soggetti.

La collaborazione tra il network IPSYS e l'Istituto MAGI - ha concluso il prof. Pezzini - permetterà di sottoporre ad indagini molecolari un ampio numero di pazienti, sfruttando un pannello composto da un numero elevato di geni potenzialmente coinvolti nella genesi dell'ictus ischemico, oltre che di suoi specifici sottotipi patogenetici: in questo modo sarà possibile non soltanto l'identificazione dei soggetti portatori di tali anomalie (con ovvie ricadute in termini di counseling familiare e, potenzialmente, di specifici trattamenti), ma anche di poter disporre di dati epidemiologici, attualmente mancanti nella letteratura scientifica, circa la frequenza di malattie genetiche in soggetti colpiti da ictus ischemico in età giovanile. E' verosimile che ciò permetta di poter istituire in futuro precisi percorsi diagnostici per una più immediata identificazione delle malattie monogeniche causa di ischemia cerebrale.

Il dott. Leopoldo Zelante ha fatto una relazione sul tema della consulenza genetica pre-test e post-test nelle forme mendeliane di Ictus ischemico ed emorragico. Con l'identificazione di una mutazione nei soggetti affetti, sarà possibile riconoscere famigliari sani ma portatori della stessa mutazione. E per questi ultimi sarà importante la prevenzione primaria al fine di ridurre l'incidenza della malattia nella popolazione.

"Esiste il 100% di probabilità - ha affermato il Dr. Zelante - che la ricerca genetica possa avere un ruolo determinante nella prevenzione degli ictus ad eziologia genetica, una volta identificati i geni responsabili. Questi, a loro volta, potrebbero essere controllati anche in diagnosi prenatale, dopo aver sciolto gli inevitabili ed ovvii dilemmi etici".

Il dott. Andrea Grata, nel suo intervento in conferenza stampa, ha ribadito l'importanza di produrre benessere sociale "attraverso l'erogazione di servizi socio-sanitari, di qualità e di elevata professionalità come quelli proposti da MAGI Euregio: un valore aggiunto al servizio della Comunità".

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