Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Mistero coniugi Neumair, le parole dell'amica di Benno

Nuovi dettagli svelati da Chi L'ha visto? durante la puntata di mercoledì 27 gennaio

Ancora nessuna traccia di Laura Perselli e Peter Neumair, i coniugi di Bolzano che mancano da casa dal 4 gennaio del 2021. Indagini e ricerche proseguono. Indagato per duplice omicidio e occultamento di cadavere il figlio Benno Neumair che, raggiunto dalle telecamere di Chi l'ha visto? non ha voluto parlare e ha spiegato di non stare bene. Le telecamere sono andate anche in giro per la città a cercare informazioni, qualcuno che conoscesse i genitori e pareri in merito alla vicenda. «L'ho conosciuta la signora, spero che non sia così» ha affermato una passante. «Indagato però con che prove? Bisogna sentire che prove hanno in mano. Solo per sentito dire, io non colpevolizzo nessuno» ha sottolineato un'altra persona.

Benno-2

Benno non parla con le telecamere, lo aveva fatto dopo qualche giorno dalla sparizione dei coniugi Neumair Martina, la ragazza che frequenta Benno e aveva detto di essere sotto shock, di conoscerlo da poco e che tutta questa situazione le sembrava un incubo. Dopo due settimane circa dalla sparizione, i carabinieri hanno perquisito la casa della ragazza e il giorno dopo lei ha preso contatto con l'avvocato Federico Fava, consigliatole da un'amica. 

Le parole di Martina

«Vorrei chiarire quello che è successo la sera del 4 gennaio. Io frequentavo Benno da inizio dicembre e quella sera avevamo cenato insieme e poi lui avrebbe dormito da me. Io non ho notato nulla di strano, a parte che è arrivato in ritardo. Appena arrivato ci siamo abbracciati e lui mi ha detto: "Alla fine, Martina, non ce l'ho fatta a farmi la doccia". Io gli ho detto: "Okay, vai a farla. Io preparo la tavola". È uscito dal bagno, abbiamo cenato.. ho visto solo dopo che i vestiti erano per terra in bagno e gli ho chiesto se voleva che li lavassi. Lui mi ha risposto: "Sì, se non sono troppo sfacciato...". Per me è stata una cosa del tutto normale. Il giorno dopo ho lavato i nostri vestiti. Dopo circa sue settimane i carabinieri hanno perquisito casa mia e io non ho consegnato i vestiti perché avevo paura e non sapevo cosa fare. Il giorno dopo, essendo molto spaventata e confusa, mi sono rivolta a un avvocato consigliatomi da un'amica. Perché io non ne conosco nessuno. Lui poi mu ha consigliato di portare u vestiti dai carabinieri e di dire quello che sapevo, cosa che poi ho fatto. Vorrei scusarmi con i carabinieri e con i Ris per non aver detto subito tutta la verità, ma ero veramente molto spaventata e non sapevo cosa fare». 

L'avvocato Fava spera che venga archiviata la posizione di Martina: «Infatti siamo proprio su due pianeti diversi, perché l'omicidio è un tema che a noi non riguarda, noi siamo lontanissimi. Qui c'è, semmai, la questione di un eventuale favoreggiamento. Come ho detto, il fatto che lei sia indagata, è un atto dovuto. La Procura davanti a un'ipotesi di reato deve, in Italia funziona così, scrivere. Dopo di che, però in questo caso noi abbiamo una piena collaborazione che è stata spontanea, completa e anche praticamente contestuale, perché si è trattato di un paio di giorni. La nostra legge prevede che questo comportamento renda il reato non più punibile. Si chiama tecnicamente: ritrattazione». 

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