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Coppia scomparsa: si torna a cercare nell'Adige ma "il fiume potrebbe essere un depistaggio"

Potrebbero essere ovunque, Peter e Laura, scomparsi ormai da 22 giorni. Il figlio Benno, indagato a piede libero, afferma di avere un alibi

"Il fiume può essere anche un depistaggio". Il giallo della scomparsa di Peter Neumair e Laura Perselli sembra infittirsi acora. A parlare, in un'intervista esclusiva a Mattino Cinque, è Günther Neumair, fratello di Peter. Dopo 22 giorni dalla scomparsa della coppia bolzanina, però, il fiume torna ad essere passato al setaccio. Dal ponte di Vadena, dove sono state trovate macchie del sangue di Peter, alla diga di Mori, considerata il termine oltre il quale i corpi non possono passare. Ma quei corpi potrebbero non essere affatto nel fiume.

"Ci sono tanti posti in Alto Adige". Prosegue il fratello di Peter. Tanti posti in cui cercare, e di sicuro nessun elemento utile alle ricerche può arrivare da Benno, il figlio della coppia, che continua a professarsi innocente e, tramite il suo legale, a fornire alibi sulla notte della scomparsa e su quei 30 minuti durante i quali il suo cellulare è rimasto spento, nel tragitto tra Bolzano ed Ora. Un tragitto che passa proprio sopra al fiume.

Günther Neumair dice di non essere a conoscenza di liti tra Benno ed i genitori, sebbene sapesse che c'erano diversi dissapori. Dice anche di fidarsi di Madè, la figlia dei Neumair, medico a Monaco di Baviera. E' stata lei a chiamare il fratello la mattina in cui Peter e Laura hanno smesso di ripondere al telefono. Lui ha detto di essere rincasato all'alba per poi uscire nuovamente. Pochi minuti in casa, appena il tempo di vedere la porta della camera dei genitori chiusa. Pensava dormissero. Non era così. 

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