Scuola e covid, i genitori scendono in piazza: "Non chiamateci no mask"

Manifestazione autorizzata dal Questore in piazza Dante. Il comitato: "Non siamo no mask, la scuola ha già sacrificato molto"

Vogliamo una scuola reale, non chiamateci "no mask". Prendono le distanze dal negazionismo e dal semplice rifiuto della mascherina i genitori trentini che si sono dati appuntamento sabato 14 novembre in piazza Dante a Trento, per protestare contro le nuove restrizioni imposte al mondo della scuola tra cui, inutile negarlo, c'è l'obbligo della mascherina dalle elementari in su. 

"Ribadiamo che non si tratta di un "no alle mascherine" e che nessuno di noi è "negazionista", ci rendiamo perfettamente conto della situazione, ma riteniamo che la scuola stia già contribuendo molto al tentativo di limitare la diffusione del virus con una serie di regole che vengono religiosamente rispettate e che stanno funzionando, e che di fronte a un possibile danno per la salute dei bambini, sul quale ancora una volta la "scienza" è divisa, sia necessario applicare il principio di precauzione, aumentando piuttosto i controlli in ambito extrascolastico e difendendo meglio le categorie deboli che affollano gli ospedali". Così si legge nel comunicato che mette i puntini sulle i in vista della protesta di sabato.

Nel frattempo il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha annunciato nuove misure restrittive, tra cui alcune riguardano lo sport. Settimane fa il direttore generale dell'Apss Pierpaolo Benetollo avea sottolineato come, tra i minori contagiati, sembra che i più esposti al rischio siano proprio quelli che frequentano attività extrascolastiche, per la maggior parte sportive. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare i casi negli asili nido e nelle scuole materne sono molto limitati, aveva spiegato il direttore. Osservazione confermata dal Comune di Trento che ha riferito di due soli casi nei nidi comunali da settembre ad oggi.

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