Coronavirus tra i minori, Fugatti: "Non è la scuola il problema". Presto restrizioni su attività extrascolastiche

Gite bloccate dal Dpcm, così come le attività sportive amatoriali. Il governatore rilancia: "Possiamo immaginare restrizioni per altre attività extrascolastiche"

foto di archivio

"Faremo di tutto per evitare la didattica a distanza, e ce la faremo". Il governatore Maurizio Fugatti ha chiarito fin da subito la sua posizione riguardo al contagio nelle scuole. Sono 93 su 4.000 le classi attualmente in quarantena in Trentino nel bollettino di giovedì 22 ottobre. Dopo aver annunciato che in Trentino non sarà applicata la norma del Dpcm che prevede l'ingresso dopo le 9 per le scuole supeiori ora Fugatti sottolinea come, basandosi sui numeri, non pare essere l'ambiente scolastico il problema per la diffusione del virus tra i minori

I casi positivi su 1000 abitanti (tamponi molecolari e antigenici) sono 2 su 1000 nella fascia 0-2 anni. Salgono poi a 3 casi su 1000  ma nei ragazzi delle superiori sono 6 su 1000. Oltre i 18 anni invece scendono a 4 su 1000. "Da ciò ne ricaviamo che non è tanto la scuola una fonte importante di contagio ma l’insieme delle attività extrascolastiche in cui gli adolescenti sono coinvolti, e che coinvolgono la sfera familiare e delle amicizie. Anche su questo dovremo riflettere. Potremmo immaginare interventi più incisivi sulle attività non indispensabili e non legate alla scuola, al fine proprio di continuare a garantire la scuola in presenza" ha detto Fugatti. 

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