menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Cosa non si può fare in zona gialla

L'Italia verso la grande riapertura del 26 aprile con il sostanziale allentamento delle misure restrittive in molte regioni, compreso il Trentino dove qualcosa è stato anticipato la settimana precedente. Attenzione: non è un "liberi tutti" (in teoria)

La zona gialla è in arrivo, questione di ore ormai, per tre quarti d'Italia. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firma ordinanze che andranno in vigore a partire dal 26 aprile. In zona rossa c'è solo la Regione Sardegna, che era stata l'unica un mese e mezzo fa ad aver assaporato per tre settimane la zona bianca. In zona arancione da lunedì ci sono Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d'Aosta. Tutte le altre Regioni e Province Autonome sono in zona gialla. Le restrizioni saranno più "leggere" rispetto alle altre zone (rossa e arancione). Riaprono anche alla sera i ristoranti, è vero, ma solo all’aperto; la scuola torna in presenza, sono permessi gli spostamenti tra regioni. Non riaprono però tutte le attività

Spostamenti e visite dal 26 aprile

Fine dei limiti agli spostamenti tra regioni in zona gialla. Da lunedì di fatto sono consentiti gli spostamenti tra le regioni che si trovano in zona gialla, ma chi ha 'certificazione verde' o 'green pass' può procedere con spostamenti tra regioni che si trovano in zona arancione o rossa (anche se ci sono dubbi sulla privacy). Il certificato deve attestare o l’avvenuta guarigione da Covid-19 o l’esito negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti lo spostamento o la vaccinazione.

In zona gialla, da lunedì 26 aprile, è consentito un solo spostamento al giorno per visitare parenti o amici. Lo spostamento deve avvenire tra le ore 5 e le ore 22 e sarà consentito al massimo a quattro persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Nel numero delle quattro persone non sono conteggiati i minorenni sui quali si esercita la responsabilità genitoriale e anche ovviamente le persone con disabilità o non autosufficienti.

Ristoranti, bar, scuola e università 

Da lunedì 26 aprile nelle regioni in zona gialla riaprono i ristoranti a pranzo e a cena, ma "con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto". Il coprifuoco resta alle 22. Per quel che riguarda le scuole, dal 26 aprile, fino alla fine dell’anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole superiori. La presenza è garantita in zona gialla dal 70% al 100%. Anche per le università nelle zone gialle le attività si svolgono prioritariamente in presenza.

Nel decreto è previsto che le università possano organizzare le attività in presenza o a distanza contemperando la sicurezza sanitaria con un adeguato ed efficace svolgimento delle attività programmate, in pratica si seguono le linee guida del ministero della Salute: distanza di un metro, mascherina da indossare. Si riapre in base non a percentuali, ma in base alla capienza all'interno delle aule: ogni ateneo è autonomo.

Sport, spettacoli e teatri 

Da lunedì nelle regioni in zona gialla è consentito lo svolgimento all’aperto di attività sportiva, anche di squadra e di contatto, come il calcetto. Sempre vietato l'uso degli spogliatoi. Le piscine all’aperto in zona gialla riaprono solo il 15 maggio, le palestre riaprono solo il 1° giugno. Da lunedì 26 aprile tornano gli spettacoli aperti al pubblico a teatro, nelle sale da concerto, al cinema. Gli spettacoli dovranno svolgersi prevedendo posti a sedere pre-assegnati, a distanza di almeno un metro l’uno dall’altro. La capienza massima consentita è del 50% di quella massima: mai più di 500 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto. Buona zona gialla a tutti.

Saltano le riaperture dei centri commerciali nel weekend

Presenti nelle bozze del decreto legge che hanno disegnato la 'roadmap' sulle riaperture, quelle dei centri commerciali nel weekend, da metà maggio per le zone gialle, non ci sono nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Dunque, resterebbe in vigore la misura contenuta nei precedenti provvedimenti che stabiliva la chiusura il sabato e la domenica e, più in generale, nei festivi e prefestivi. «Prendiamo atto che la riapertura dei centri commerciali durante il fine settimana è stata cancellata, senza alcuna spiegazione, dal dl riaperture pubblicato in gazzetta ufficiale» ha affermato Alberto Frausin, presidente Federdistribuzione. «Occorre superare questa situazione, si possono mettere in campo tutte le misure necessarie, senza rassegnarsi a tenere chiuso».

A proposito di coprifuoco, Locatelli (Cts): "è una strategia prudenziale"

Il coprifuoco è tra i temi più dibattuti. Una misura tanto odiata e soprattutto non ritenuta dai più, utile. «Apriamo in un contesto decisamente più favorevole di quello di alcune settimane fa. Siamo nella quinta settimana consecutiva di riduzione della diffusione del nuovo Coronavirus e fortunatamente osserviamo anche un calo della pressione sui servizi sanitari. Ovviamente, riaprendo, un pochino di ripresa dei casi potrà esserci, però come ha detto il presidente del Consiglio stiamo adottando una strategia graduale e progressiva, per ripristinare attività economiche e sociali rispetto alle quali vi era un'importante sofferenza del Paese a tutti i livelli» dice oggi in una intervista a Repubblica Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts. «L'obiettivo è di riaprire per non chiudere più, per questo sono importanti gradualità e progressività. Senza queste caratteristiche il rischio di dover tornare indietro aumenterebbe» sottolinea. «Rischieremo di meno se ognuno di noi farà la sua parte nel rispettare le regole che ormai tutti conoscono».

In Italia sono ancora tanti i casi che vengono riportati nei bollettini delle Aziende sanitaria, intorno ai 15mila al giorno in totale. «Però» precisa Locatelli «abbiamo un Rt in calo e l'incidenza scende. Neanche una Regione ha più di 250 casi settimanali per 100mila abitanti. Nelle prossime settimane, dovremo essere tempestivi nel valutare se c'è un cambiamento della situazione epidemiologica, per prendere eventuali interventi correttivi. Oggi abbiamo somministrato il vaccino all'84% degli ultra ottantenni, il 55% dei quali ha ricevuto due dosi. Nella fascia 70-79 il primo dato è vicino al 50% e tra i 60 e i 69 siamo sopra al 20. Queste fascia di età sono le più colpite in modo grave dal virus».

Sul coprifuoco rimasto alle 22 Locatelli dice: «Fissare un'ora di restrizione di movimento è una strategia prudenziale per mantenere una situazione di controllo dei contatti sociali che possono avvenire la sera ed essere connotati da un particolare profilo di rischio. Poi la decisione del governo potrà essere rivalutata nelle prossime settimane alla luce dell'evoluzione del quadro epidemiologico».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Non solo Santiago: ecco cinque cammini in Trentino

Attualità

Quando saluteremo il coprifuoco: le ipotesi

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrentoToday è in caricamento