Giovedì, 23 Settembre 2021
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Cena al ristorante e coprifuoco alle 22: i dubbi

Per il ministro Gelmini per chi dal 26 aprile andrà a cena fuori l'inizio del coprifuoco slitta. In pratica si potrebbe stare nel locale fino alle 22, uscire dal locale a quell'ora e poi tornare a casa senza rischiare sanzioni. Ma è così? Occorre fare un po' di chiareza. A maggio e giugno la misura cambierà, poco ma (quasi) sicuro

Ristoranti aperti anche a cena, fuori e con coprifuoco delle 22. È chiaro che ci sia più di qualche perplessità in merito. Il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini ha, però, fornito un ragionamento al Messaggero in merito alla questione. È da precisare che si tratta di un'interpretazione, ufficialmente non si trova scritto "nero su bianco" quanto affermato dal ministro, nemmeno nelle Faq sul sito del Governo. Il ministro, soddisfatto per le parziali riaperture, afferma nell'intervista: «Si poteva fare di più, ma qualcuno voleva fare molto di meno. Le riaperture sono una vittoria per gli italiani. Quasi tutta Italia è in zona gialla, i nostri ragazzi tornano a scuola, ripartono tante attività economiche». Poi parla espressamente del coprifuoco: «C’è stata qualche polemica sul coprifuoco e sulla difficoltà per i ristoratori ad erogare i propri servizi la sera. Ma voglio chiarire un punto: chi va a cena fuori può stare tranquillamente seduto al tavolo fino alle 22 e poi, una volta uscito dal locale, far ritorno a casa senza alcun rischio di ricevere sanzioni».

«Se continua il trend positivo a metà maggio si cambia il coprifuoco, e il nostro obiettivo è quello di abolirlo, e si riaprono nuove attività" continua la ministra Gelmini. E questo perché "dal primo giugno vogliamo i ristoranti al chiuso aperti anche a cena, vogliamo che riparta il settore del wedding e va risolto l’incidente sui centri commerciali che devono poter aprire anche durante i week end».

Ribadiamo, quella di Gelmini è un’interpretazione. Esiste una circolare del Viminale che ha ribadito che il divieto di spostamento è in vigore dalle 22 alle 5 (ovvero nell’orario del coprifuoco) e che l’attività di ristorazione in zona gialla è consentita "con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto e nella fascia oraria compresa fra le 5 e le 22″. Elemento a sostegno della ministra. Tuttavia nelle Faq del governo, in questo caso però a proposito delle visite ad amici e parenti, si specifica che il rientro a casa deve avvenire entro le 22. 

Gelmini è stata però molto specifica, ha assicurato che «si può rimanere al tavolo fino alle 22 e poi tornare a casa senza ricevere alcuna multa», mettendo così in qualche modo la parola "fine" a un dibattito che in questi giorni è stato molto vivace. È dunque atteso un chiarimento ulteriore tramite Faq (che però non hanno valore normativo ma solo informativo) o circolare, che ad oggi, domenica 25 aprile, non c'è. 

L'ipotesi concreta di farlo slittare alle 23

Non ci sono date, al momento, dell'ipotetico spostamento di un'ora d'inizio dell'orario di coprifuoco. Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, spiega che l'obiettivo è «riaprire per non chiudere più, per questo sono importanti gradualità e progressività. Senza queste caratteristiche il rischio di dover tornare indietro aumenterebbe. Rischieremo di meno se ognuno di noi farà la sua parte nel rispettare le regole che ormai tutti conoscono». Sul coprifuoco rimasto alle 22 dice: «Fissare un'ora di restrizione di movimento è una strategia prudenziale per mantenere una situazione di controllo dei contatti sociali che possono avvenire la sera ed essere connotati da un particolare profilo di rischio. Poi la decisione del governo potrà essere rivalutata nelle prossime settimane alla luce dell'evoluzione del quadro epidemiologico».

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