Emergenza coronavirus in Trentino, 34 nuovi contagi tra cui un minorenne e 5 morti

La percentuale di positivi sul totale dei tamponi effettuati è pari al 4%

Repertorio

Altri 34 contagi (di cui 28 con tampone e 6 senza, 9 in Rsa) su 612 tamponi effettuati e cinque nuovi decessi (uno in Rsa) che in totale salgono a quota 381, per una percentuale di positivi sul totale dei tamponi effettuati nella giornata (oltre 600) pari al 4%. Sono questi, mercoledì, i nuovi numeri dell'epidemia coronavirus in Trentino. Ad annunciarli il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti durante la diretta di aggiornamento. Tra chi ha contratto il Covid-19 nelle ultime 24 ore anche un minorenne che si trova in isolamento domiciliare.

"Grazie a Inps - ha inoltre annunciato l'assessore alla Salute, Stefania Segnana - che ha messo a disposizione una struttura per le persone malate di Covid che vogliono evitare di rimanere a casa rischiando di contagiare i propri familiari. I cittadini che vi passerrano la quarantena riceveranno anche i pasti a domicilio".

Scuole: quando riapriranno?

"In questa situazione emergenziale il governo potrebbe impugnare qualsiasi ordinanza meno restrittiva - ha detto Fugatti -, l'ipotesi di riaprire le scuole deve tenere conto del rischio che il contagio aumenti. Saranno gli scienziati, a livello nazionale, a darci indicazione su una data. La stessa cosa vale per corse, passeggiate e attività all'aria aperta. I trentini sono stati bravissimi, hanno fatto sacrifici e ora sono stanchi, li capisco. Ma in questa provincia il contagio è al di sopra della media italiana, quindi non possiamo permetterci errori".

"Noi abbiamo fatto riaperture sul mondo del lavoro - ha continuato il governatore - poi come in Alto Adige, che ha un tasso inferiore di contagi, anche noi allenteremo le misure ma sempre mantendo la regola del distanziamento sociale".

Trento, riaperto il mercatino rionale contadino di via Filzi

Racconta di un piccolo ritorno alla normalità la riapertura del mercato contadino di via Filzi a Trento, mercoledì 22 aprile. Gli operatori, che vendono prodotti alimentari, e i clienti indossano mascherine e mantengono la distanza di sicurezza imposta dal decreto anti coronavirus.

In tutto sono circa dieci le bancarelle autorizzate a tornare in attività con la vendita di frutta, verdura, salumi e formaggi. L'entrata e l'uscita di ogni banchetto sono transennate, in modo da dividere il flusso di gente, che è comunque regolato. 

"Noi Oss malati di Covid accusati di assenteismo, vergogna": la querelle

"Altra farsa al Centro Don Ziglio ora gli Oss positivi sono diventati assenteisti, vergognatevi!". È uno dei moltissimi commenti al post di una coordinatrice del centro residenziali per disabili, che su Facebook aveva scritto: "Sono stufa di sentire polemiche, lamentele, assenteismo, paure. Noi siamo gli unici ad esserci per loro! Ed abbiamo il dovere di esserci esercitando". Dopo che molti lavoratori si sono ammalati, queste parole hanno scatenato decine di commenti indignati.

All'inizio di aprile il consigliere provinciale Filippo Degasperi aveva presentato un'interrogazione chiedendo che il Centro Don Ziglio venisse indagato per le omissioni e i ritardi di cui si sarebbe reso responsabile nel far fronte all'emergenza Covid 19, divenendo uno dei principali focolai della Valsugana.

Rsa, Fugatti: "Abbiamo chiesto nuovi dati, li comunicheremo"

Il numero dei morti di Covid risulta tristemente ancora relativamente alto: sono stati altri 10 tra lunedì e martedì, di cui 3 nelle Rsa. Riguardo alla situazione nelle case di riposo Fugatti ha confermato i dati forniti lunedì dal direttore dell'Apss Paolo Bordon: "Nella giornata di ieri abbiamo dato i decessi totali nelle Rsa, di questi abbiamo detto quanti sono stati sottoposti ad un tampone, ora l'Azienda sanitaria ha richiesto alle Rsa una maggiore attenzione su come vengono conteggiati i morti all'interno delle strutture, in questi giorni stanno arrivando nuovi dati, nei prossimi giorni li comunicheremo".

Partono i test sierologi

In Trentino sono partiti gli esami per le 'patenti di immunità', ovvero i test sierologici per la ricerca di anticorpi IgG-IgM. I primi ad esservi sottoposti saranno operatori sanitari, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale. Si tratta di esami che rilevano attraverso un prelievo del sangue l'eventuale contatto con il virus Sars-CoV2.

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"Grazie ai test otterremo dati importanti per leggere l'evoluzione del virus e pianificare al meglio le nostre scelte", ha detto il direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss), Paolo Bordon.  Nei prossimi giorni - informa l'Azienda sanitaria provinciale - i medici convenzionati riceveranno una comunicazione via mail con le indicazioni per poter prenotare l'esame e un link per la compilazione di un questionario propedeutico al test per la raccolta dei dati sullo stato di salute e il tipo di lavoro svolto.

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