Lunedì, 15 Luglio 2024
Sociale

Welfare, sindacati e Acli: via il vincolo dei 10 anni di residenza

Grosselli, Bezzi, Alotti e Oliver chiedono un passo indietro della Provincia dopo l’annuncio di una procedura di infrazione di Bruxelles contro l’Italia

Sindacati e Acli intervengono a piedi pari sul tema del welfare, soprattutto dopo che la Commissione Europea  ha comunicato di aver aperto una procedura di infrazione contro l’Italia sul requisito dei dieci anni per il reddito di cittadinanza.  Una questione che riguarda anche il Trentino, poiché il medesimo vincolo è abbinato a molte misure provinciali tra cui, sostengono le sigle e le Acli, l’assegno unico quota A, l’accesso all’edilizia sociale e il bonus bebè.

 “La presa di posizione europea conferma quanto sosteniamo da tempo: vincoli così estesi sono una forma di discriminazione, che diventa particolarmente odiosa quando prende di mira anche i bambini più piccoli, quelli nati in Trentino, da genitori stranieri” spiegano i segretari provinciali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti con il presidente delle Acli, Luca Oliver.

La richiesta a Piazza Dante è evidente: fare un passo indietro, modificando le norme che prevedono ancora i dieci anni di residenza per accedere ai benefici del welfare provinciale. Di nuovo Grosselli, Bezzi, Alotti e Oliver:  “O la Provincia adotta comportamenti coerenti agli standard del Family Audit o a nostro parere perde non solo ogni autorevolezza nel promuovere l'inclusione familiare ma anche il diritto di fregiarsi del marchio”.

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