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Martedì, 25 Giugno 2024
Politica

Gli indipendentisti altoatesini boicottano il voto in regione: "Italia paese straniero"

Süd-Tiroler Freiheit non partecipa alla scelta dei grandi elettori per il Quirinale. La Lega: "Per coerenza lascino l'indennità e si dimettano"

La scelta dei grandi elettori che il Trentino-Alto Adige invierà a Roma per partecipare all'elezione del prossimo Presidente della Repubblica ha fatto nascere un caso all'interno del consiglio regionale. Il partito altoatesino di ispirazione indipendentista Süd-Tiroler Freiheit ha infatti boicottato il voto, facendo sapere di non voler partecipare all'elezione di un capo dello Stato "straniero".

Come prevede la norma, i tre grandi elettori del Trentino-Alto Adige sono stati scelti rispettando i criteri linguistici: il gruppo tedesco è rappresentato dal presidente del consiglio regionale Josef Noggler (Svp), esponente della maggioranza insieme al presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti (Lega). Per l'opposizione la scelta è ricaduta sulla consigliera provinciale del Partito democratico Sara Ferrari.

Lo strappo c'è stato prima del voto, con l'intervento in aula dei due esponenti di Süd-Tiroler Freiheit, Myriam Atz-Tammerle e Sven Knoll: "Non vogliamo votare per il capo dello Stato di un Paese che noi consideriamo straniero" ha detto la Tammerle, cui ha fatto eco il collega di partito. "Non ci ritroviamo nello Stato italiano anche perché non si può escludere una persona, Berlusconi, diventata famosa per una cosa come il bunga bunga" ha aggiunto Knoll in merito all'ipotesi che l'ex premier possa salire al Quirinale.

Dal partito anche una stoccata all'Svp, in quanto membro del Partito popolare europeo che sostiene la candidatura di Berlusconi. "Non è solo una questione di coerenza, ma anche di morale politica. Sostenere un politico che ha mostrato il dito medio ai sudtirolesi e che voleva abolire l'autonomia è un segno di inadeguatezza".

Una posizione che ha scatenato l'ira della Lega Trentino:  "Se questo è realmente il pensiero dei colleghi del gruppo Süd-Tiroler Freiheit, costoro non hanno che da fare una cosa: rassegnare le dimissioni. Sì, perché costoro, fino a prova contraria ricevono l'indennità della Regione di uno 'Stato straniero'" attacca il consigliere leghista Denis Paoli.

"Eppure - continua Paoli - non risulta che di tale indennità i consiglieri si lamentino".

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