Kompatscher: "Alto Adige è un termine geografico". Fratelli d'Italia vuole il referendum

Le precisazioni del governatore altoatesino rischiano di ingarbugliare ancora di più la questione

"Quando ci si riferisce alle istituzioni è giusto parlare di Provincia di Bolzano in italiano e di Provinz Bozen in tedesco, mentre quando ci si riferisce al territorio geografico la terminologia corretta è Alto Adige in italiano e Südtirol in tedesco". L'ulteriore precisazione del governatore altoatesino Arno Kompatscher rischia di riaccendere la polemica, più che di placarla.

Se da una parte il governatore, all'indomani del "pasticcio" in Consiglio provinciale, ha ammesso che c'è stato un errore, ora difende quella scelta, almeno per il termine in italiano, spiegando che Alto Adige è solamente un termine geografico. Insomma, la scelta di cambiare "Alto Adige" con "Provincia autonoma di Bolzano" nella legge provinciale sarebbe più che giusta.

Geografia, storia, politica: non solo lingua

Sbagliato, semmai, è stato lasciare in tedesco Südtirol, anzichè Autonome Provinz Bozen. Peccato che questo secondo termine sia scarsamente utilizzato per denotare, non tanto l'istituzione ma, diciamo così, il "soggetto territoriale". D'altra parte è difficile pensare che per un altoatesino di lingua tedesca Südtirol sia un termine puramente geografico. Geografia e politica si legano in un intreccio che sarà difficile sciogliere, e le precisazioni rischiano di ingarbugliarlo ulteriormente.

Quelle di Kompatscher, infatti, sono solo dichiarazioni: nessuno finora ha chiesto che la legge venga ulteriormente corretta. A farlo ci ha pensato Fratelli d'Italia, chiaramente nel modo più visibile possibile: una raccolta firme che dovrebbe portare niente di meno che ad un referendum. A quel punto lo scontro tra i due gruppi linguistici potrebbe farsi davvero serrato. Ma naturalmente è solo un'ipotesi.

Una sola cosa è certa: il termine Alto Adige non viene assolutamente cancellato, come alcuni quotidiani nazionali hanno erroneamente suggerito. Kompatscher ribadisce che "rimarranno tutte le denominazioni previste dalla Costituzione, non ci sarà nessuna cancellazione". 

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