Pesticidi, Uil: "Il nuovo accordo è come la mela di Biancaneve"

"Un accordo cattivo, ma zeppo di buone intenzioni" scrive il segretario della Uil trentina Walter Alotti dopo la carta d'intenti della Provincia. Una voce fuori dal coro viene anche dalla stessa Fondazione Mach: "l'accordo è una mera dichiarazione d'intenti"

Bella fuori, e velenosa dentro. Le nuove direttive provinciali in materia di pesticidi sarebbero proprio come la mela di Biancaneve, almeno secondo la Uil che lancia una voce contraria dopo l'enfasi di Provincia e media sul nuovo accordo firmato nei giorni scorsi dagli assessori Dallapiccola, Zeni e Gilmozzi con Apot, Consorzio Vini, Fondazione Mach, Apss ed Appa.

"Un cattivo accordo ma zeppo di buone intenzioni - scrive il segretario generale della Uil trentina Walter Alotti - chiacchiere tante, ma i provvedimenti scarseggiano poichè sanzioni per chi sgarra non ce ne sono e quel poco di buono che c'è è farina del Pan (Piano di azione nazionale ndr)". Un'altra voce critica emerge dalla stessa Fondazione Mach, quella del consigliere Vigilio Pinamonti che definisce l'accordo una "mera dichiarazione d'intenti che fotografa l'esistente". Un esistente che, come sempre avviene in questi casi, secondo la Provincia è sempre sotto controllo: nel 98,6% dei controlli i residui di fitofarmaci trovati sulla frutta sarebbero meno del 50% della soglia prevista dall'Unione europea, secondo i dati diffusi dall'assessore

La Uil denuncia anche la mancanza di garanzie sui controlli, mentre il famigerato chlorpyrifos è ancora legale, e così il glifosato, reso "non pericoloso" da un intervento normativo dell'Efsa. Insomma sembra che non cambierà molto se non per merito dei singoli produttori che, com'è noto, potranno attivare la "Produzione integrata volontaria" prevista dal nuovo accordo, ovvero "l'impegno dei produttori ad attivare forme permanenti di collaborazione al fine di sviluppare, promuovere ed intensificare la ricerca applicata per ridurre ulteriormente gli impatti ambientali e sociali connessi all'utilizzo dei prodotti fitosanitari, attraverso mezzi alternativi anche innovativi, riducendo dosi e principi attivi, utilizzando tecniche e attrezzature in grado di ridurre al minimo la dispersione nell'ambiente".

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