Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Bonus baby sitter da 100 euro a settimana e il congedo parentale

Le misure approvate dal governo Draghi e le informazioni su come avere i sussidi previsti per i genitori

Diverse le misure a sostegno delle famiglie con figli minori di 16 anni in Dad o a casa per colpa del covid che anche questo governo ha messo in campo. L'obiettivo è quello di assicurare il diritto al lavoro per chi ha figli in didattica a distanza o in quarantena. Chi svolge attività che non consentono lo smart working potrà avere l'accesso ai congedi parentali straordinari. Alle conferme si affiancano le novità nel campo dei sostegni alle famiglie, ma come avere i sussidi previsti per i genitori?

Bonus baby sitter da 100 euro a settimana e congedo parentale: come fare domanda

Nel decreto-legge numero 30 del 13 marzo scorso varato dal governo Draghi rientrano misure come il bonus baby sitter fino a 100 euro a settimana, i congedi parentali straordinari e il diritto allo smart working. Si tratta di agevolazioni che dureranno fino al prossimo 30 giugno e sono retroattive dall'1 gennaio 2021. Nel lockdown dello scorso anno, il bonus baby sitter del governo Conte valeva 600 euro - incrementato a 1.200 euro per alcune fasce professionali, come operatori della sanità e forze dell'ordine - e venne esteso anche ai nonni purché non conviventi. Nel decreto legge covid n. 30 del governo Draghi è stato reintrodotto per i genitori che hanno figli in didattica a distanza, ma solo per determinate categorie di lavoratori. Nel dettaglio, possono beneficiare del bonus baby sitter:

  • i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps;
  • i lavoratori autonomi non iscritti all'Inps;
  • il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica;
  • i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori socio-sanitari.

Secondo quanto stabilito dal decreto legge, i genitori di figli conviventi minori di 14 anni possono scegliere la corresponsione di uno o più bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 100 euro settimanali. Il bonus può essere richiesto per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell'attività didattica in presenza, alla durata dell'infezione da covid del figlio o alla durata della quarantena del figlio disposta dall'Asl. Questo bonus viene erogato mediante il libretto famiglia. In alternativa, direttamente al richiedente per la comprovata iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l’infanzia, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. La fruizione del bonus per servizi integrativi per l’infanzia è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.

Attenzione: il bonus baby sitting 2021 può essere richiesto solo se il genitore che fa domanda o l'altro genitore non usufruiscono già del congedo straordinario covid o di tutele simili, come il bonus baby sitter retroattivo per il 2020 previsto dai decreti Cura Italia, Rilancio e Ristori-bis, il cui termine ultimo per fare domanda è stato prorogato dal 28 febbraio al 30 aprile.

Congedi parentali e smart working

In alternativa allo smart working, i genitori possono accedere al congedo parentale con una retribuzione al 50% (al momento le due misure sono incompatibili: dunque a chi è in lavoro agile è precluso il congedo). Questa misura è riservata a tutti i lavoratori dipendenti con figli minori di 14 anni. Ha diritto di richiedere il congedo anche chi ha figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni, ma in questo caso senza retribuzione. Per il genitore che resta a casa c’è il divieto di licenziamento e la conservazione, dunque, del posto di lavoro.

Nel decreto del governo Draghi viene stabilito che tutti i lavoratori dipendenti, sia del pubblico che del privato, hanno diritto a chiedere lo smart working per rimanere a casa con una retribuzione piena. Nello specifico, ha diritto a richiedere lo smart working ogni lavoratore dipendente con figlio convivente minore di 16 anni (prima era fino a 14 anni), alternativamente all'altro genitore, fino al 30 giugno 2021. Ci sono diversi intervalli temporali possibili:

  • Per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio;
  • per tutta la durata dell’infezione da Covid-19 del figlio;
  • per la durata della quarantena del figlio disposta dall’Asl.
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