Cinquecento euro in meno al mese: lavoratori del porfido in sciopero

I lavoratori del porfido incrociano le braccia per otto ore per protestare contro la disdetta unilaterale del contratto integrativo di settore

Venerdì prossimo, 24 marzo, i lavoratori del porfido incrociano le braccia per otto ore per protestare contro la disdetta unilaterale del contratto integrativo di settore. Lo sciopero, indetto unitariamente da Fillea e Filca, si svolge in concomitanza con il primo incontro tra le parti sociali per l'avvio della trattativa sul rinnovo. I sindacati arrivano al tavolo di confronto con Confindustria Trento, Associazione Artigiani e Federazione della Cooperazione con una richiesta netta: ritirare subito la disdetta dell'accordo integrativo. Solo sulla base di questo passo indietro, per Fillea e Filca, si potrà aprire il confronto.

Per dare sostegno a questa posizione i lavoratori saranno in presidio davanti alla sede di Confindustria Trento (dove è in programma l'incontro tra le parti sociali) a partire dalle 9. Alle 11.30 è in programma una conferenza stampa davanti a Palazzo Stella. Come noto le associazioni datoriali (Confindustria Trento, Associazione Artigiani, Federazione della Cooperazione) hanno comunicato a metà dicembre la decisione di disdettare, dal 1° giugno 2017, l'attuale integrativo, vigente dal 2004. Una decisione unilaterale che incide fortemente sulle condizioni salariali, ma non solo dei cavatori. Senza l'integrativo la loro busta paga avrà circa 500 euro in meno ogni mese. 
 

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