Risultati della prima stagione di ospitalità diffusa a Cavareno

Venerdì 6 dicembre alle ore 20.30 all’Auditorium della Cassa Rurale a Cavareno verranno presentati i risultati della prima stagione turistica del progetto Ospitalità Diffusa, avviata dall’amministrazione comunale e sostenuta dalla Provincia autonoma di Trento.Il paese di Cavareno è infatti al centro di un progetto pilota che punta a rimettere a valore le seconde case vuote o sottoultilizzate creando una rete di ospitalità diffusa per dodici mesi l’anno e, con essa, nuove opportunità lavorative.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

l punto da cui il Comune è partito è la considerazione che troppi alloggi sono inutilizzati (840 in questo particolare caso), in un paese in cui l’accoglienza turistica potrebbe costituire comunità ed economia. Così, l’amministrazione ha incaricato CBS (Community Building Solutions Società Benefit) di sviluppare un progetto di ricerca-azione inerente l’ospitalità diffusa, che punta a coinvolgere sia i proprietari degli immobili sfitti, sia i cittadini che possono condividere professionalità e competenze o acquisirne di nuove.   L’obiettivo è stato anche quello di capire se c’è la possibilità di organizzare un sistema di ospitalità diffusa pronto a soddisfare la domanda crescente di un modo diverso di vivere e godere del territorio. Idea da cui discendono poi opportunità lavorative locali riguardanti la ristrutturazione o messa a norma degli immobili, la fornitura di servizi condivisi e la gestione flessibile del sistema di ospitalità diffusa, scegliendo cosa gestire in autonomia e cosa in condivisione (si pensa a servizi comuni di pulizie, cambio biancheria, custodia, consegna chiavi, accoglienza ospiti, gestione portale). Il progetto ha visto la creazione di una corporate specifica: “Ospitar Cavareno”; di un sito internet dedicato al turismo nel paese noneso (andato online a marzo ha avuto la visita di più di 1000 utenti); la caratterizzazione delle case con dei nomi che richiamassero la storia e all’identità locale (Ciàsa dàla Kellerin, Ciàsa dàl Murar..) e l’installazione all’interno delle stesse di pannelli in legno che raccontassero la storia di questi antichi mestieri. Particolare attenzione inoltre è stata data all’avvio di partnership commerciali che portassero i turisti a vivere il territorio. Una comunità quindi che diventa accogliente, che apre le porte ai turisti.   Perché il progetto abbia senso per il paese è auspicabile che il numero di proprietari di immobili che ha aderito alla iniziativa cresca, così da innescare vantaggi per tutti. La possibilità di partecipare al progetto mettendo a valore la propria seconda casa è quindi ancora aperto e basta contattare l’azienda o il Comune di Cavareno.     Il progetto, che è stato finanziato al 90% dalla Provincia autonoma di Trento come progetto pilota, e che vede il Comune di Cavareno come capofila è stato supportato dall’APT della Val di Non, dalla Comunità della Valle di Non, la Proloco, la Charta della Regola, Cassa Rurale Novella – Alta Val di Non. 

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