Economia

Sale l'occupazione, ma quasi tutti i contratti sono a termine

I numeri di settembre e l'allarme dei sindacati per un lavoro stabile

Sono numeri che si prestano a tante interpretazioni quelli relativi al mercato del lavoro in Trentino nel mese di settembre. I dati pubblicati dalla nota mensile elaborata dall'ufficio studi di Agenzia del lavoro, confermano che la ripresa dell'occupazione continua, ma anche che le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono in calo costante.

I contratti stabili sono il -10,2% rispetto alla fase pre-pandemia, anche se le assunzioni sono aumentate sia rispetto al settembre del 2020 (+ 6,4%) che rispetto a quello del 2019 (+1,7%). L’occupazione è dunque in fase di risalita, anche se non si è recuperato totalmente il gap rispetto al 2019, come dimostrano i dati relativi ai primi 9 mesi dell’anno dove l’andamento, anche se positivo, è inferiore dell’1,5%. Mancano all’appello ancora 1.815 assunzioni, un dato legato anche alla mancata stagione sciistica dello scorso inverno.

"È necessario interrogarsi sulla qualità del lavoro offerto. Una delle priorità delle politiche del lavoro trentine deve essere proprio quella di ridurre la precarietà. In particolare per i giovani e le donne, tra i soggetti più fragili del mercato del lavoro, è ora di porre un freno all’uso improprio dei tirocini così come è tempo di mettere in campo delle misure che incentivino le donne a restare sul mercato del lavoro" spiegano Maurizio Zabbeni, Lorenzo Pomini e Gianni Tomasi di Cgil, Cisl e Uil.

Più dell'87% delle assunzioni riguarda forme di lavoro non stabile con un amento del 31% di contratti in somministrazione e del 10,5% di quelli a tempo determinato rispetto al 2020. A tutto questo si aggiunge un anche la crescita dei contratti a chiamata: +2,1% rispetto al 2020 e +6,3% rispetto al 2019.

Complessivamente l’88,2% delle nuove attivazioni riguardano contratti a termine, il restante 11,8% quello indeterminato, in crescita rispetto ai primi nove mesi del 2020, ma in forte calo in confronto al 2019 con ben un 10,2% in meno rispetto alla fase prepandemica. 

Nel confronto con i nove mesi del 2020, le assunzioni delle imprese trentine crescono di 12.402 unità e del +11,6%. La domanda di lavoro aumenta nel secondario (+4.032 assunzioni per un +32,2%) e nel terziario (+10.167 e +15,1%), mentre cala in agricoltura (di 1.797 e -6,7%). Sempre rispetto all’anno scorso è positivo anche il saldo occupazionale, cioè l’attivazione di nuovi rapporti di lavoro supera le cessazioni: tra gennaio e settembre si sono registrate 119.067 assunzioni a fronte di 97.197 chiusure del rapporto di lavoro.

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