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La 'Ndrangheta mette le mani sul porfido trentino: la storia finisce su Il Fatto Quotidiano

Sul sito del quotidiano un'intervista al segretario comunale di Lona-Lases, che ha tentato di afare luce su possibili infiltrazioni

La 'Ndrangheta mette le mani sulle cave di porfido del Trentino, il segretario comunale di Lona-Lases ha deppositato una relazione di 20 pagine sulle possibili infiltrazioni in Val di Cembra. Della vicenda se ne è occupato oggi Il Fatto Quotidiano online riferendo di 903 segnalazioni in provincia da parte della Direzione Investigativa Antimafia e riportando le parole del segretario comunale di uno dei comuni della valle: "Tutto in queste valli ruota attorno alle cave, e proprio alla pietra si è aggrappata la mafia calabrese". Una mafia occulta, che riesce a mimetizzarsi anche tra i blocchi di porfido trentino, con operazioni bancarie non troppo sospette, infilando i tentacoli in uno dei settori più in crisi dell'economia trentina. 

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