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Riforma del settore porfido: decadenza della concessione per chi viola le norme

Possibilità di decadenza della concessione per chi non rispetta le regole su sicurezza e lavoro, controlli sulla retribuzione, ma anche sul materiale. A stabilire i criteri di affidamento sarà la Provincia

La "riforma del porfido" dell'assessore Olivi è arrivata sul tavolo della Seconda Commissione. Il disegno di legge,approvato dalla Giunta e depositato in Consiglio nei giorni scorsi, ha come obiettivo il rilancio del settore attraverso la modifica della legge provinciale del 2006.

Uno degli obiettivi principali è quello di unire la prima e la seconda lavorazione introducendo l'obbligo, per le nuove concessioni, di lavorare con i propri dipendenti una quota significativa del materiale grezzo, e rendere tracciabile la parte restante; un obbligo al quale, gradualmente, verranno sottoposte anche le concessioni in essere. E' previsto un "bando tipo" che sarà approvato dalla Giunta per le nuove concessioni con criteri di valutazione quali "il pregio tecnico dei materiali, il possesso di marchi di qualità e di certificazioni etiche e ambientali, il piano sull'occupazione che ci si impegna a rispettare".


Un'altra novità riguarda le dimensioni dei lotti, che dovranno essere significativamente maggiori rispetto ad oggi; sempre alla Provincia spetterà il compito di stabilire i criteri per l'individuazione dei "macrolotti". Per quanto riguarda le condizioni di lavoro, punto centrale della protesta dei sindacati di base, stata introdotta la possibilità di revoca della concessione in caso di violazioni in materia, soprattutto per  quanto riguarda la sicurezza, oltre ad una specifica procedura per la verifica della regolarità retributiva e contributiva.

Inoltre sarà sostituito l'attuale Coordinamento del distretto (composto da 27 membri) con un "Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione del distretto" composto da associazioni di categoria, sindacati, provincia, comuni e Trentino Sviluppo. Maggiori competenze saranno affidate alle Asuc nel caso di lotti  su aree soggette ad usi civici. 

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