Mercoledì, 12 Maggio 2021
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Maestra allontanata perchè presunta lesbica: scuola condannata al risarcimento

E' stata comunicata ieri l'ordinanza del Tribunale di Rovereto riguardo al caso di discriminazione del luglio 2014. L'avvocato Schuster: "Una sentenza storica, condannata un'intera organizzazione"

E' stata condannata ad un risarcimento per danni patrimoniali e non la scuola di Trento che nel luglio 2014 allontanò un'insegnante sulla base di voci riguardo al suo orientamento sessuale. A comunicare l'ordinanza del Tribunale di Rovereto, resa nota ieri, è l'avvocato Alexander Schuster, legale della docente. Il giudice ha condannato l'Istituto Sacro Cuore ad un risarcimento di 25.000 euro, alla pubblicazione a sue spese dell'ordinanza sui quotidiani locali, a sostenere le spese di lite per 8.178 euro ed a risarcire, con 1500 euro, ciascuna delle associazioni ricorrenti, ovvero Cgil del Trentino e Certi Diritti, che avevano chiesto l'accertamento di discriminazione collettiva.

I fatti accertati, secondo l'avvocato, costituiscono una vero e proprio caso discriminazione individuale: alla base di tutto c'è il colloquio sostenuto il 16 luglio 2014 dalla docente alla quale era stato chiesto di smentire delle voci circa una sua convivenza sentimentale con un'altra donna. Il rifiuto a pronunciarsi su tale questione le costò il posto di  lavoro, visto che il suo contratto non venne rinnovato, perdendo così il diritto alla conversione a tempo indeterminato.

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"Il giudice roveretano riconosce come l’Istituto stesso cambiò nel giro di pochi giorni la propria versione dei fatti più volte, inclusa quella altamente diffamatoria per la quale l’insegnante avrebbe turbato i propri alunni con discorsi inappropriati sul sesso" spiega Schuster. E' proprio su quest'ultimo risvolto che  si basa anche  il riconoscimento di discriminazione collettiva, il cui carattere è stato accertato per le dichiarazioni dell'Istituto  con le quali si rivendicava il diritto di non assumere persone omosessuali ritenute inidonee ad avere  contatti con minori.

"A quanto consta - prosegue l'avvocato - la decisione è il primo caso di condanna mai pronunciata per discriminazione individuale per orientamento sessuale e la seconda per discriminazione collettiva. Si tratta, altresì, della prima sentenza che condanna per discriminazione un’organizzazione di tendenza dopo l’entrata in vigore della normativa antidiscriminatoria del 2003. Questa decisione ci dice che è la legge a stabilire cosa è discriminazione, non le convinzioni delle singole organizzazioni religiose". 

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