Ristoranti e bar protestano in piazza: "Lasciateci lavorare, non siamo la causa del contagio"

Sit in con tovaglie a terra in piazza Duomo. Presente anche Fugatti, che si è preso l'applauso dei manifestanti per aver prolungato l'apertura fino alle 22. Ma non basta

Protesta pacifica e coreografica del mondo della ristorazione e dei locali pubblici in piazza Duomo a Trento come in altre 23 città italiane. "Lasciateci lavorare, non siamo noi la causa del contagio" dicono i promotori della protesta, che nella mattinata di mercoledì 28 ottobre hanno portato in piazza i cuscini delle sedie dei locali per un sit in molto partecipato. Presenti circa 500 tra titolari e dipendenti del mondo della ristorazione trentina, oltre a portavoce delle associazioni organizzatrici: Confcommercio, Fipe, Associazione Ristoratori del Trentino.

Protesta dei ristoratori: si canta l'Inno Nazionale

Presenti anche il governatore Fugatti e l'assessore provinciale al turismo Failoni, che si sono presi l'applauso della piazza in quanto firmatari dell'ordinanza che prevede in Trentino l'apertura fino alle 20 per i bar e fino alle 22 per i ristoranti, contrariamente alla chiusura per entrambe le categorie alle 18 imposta dal Dpcm. "Questo era quello che le associazioni di categoria chiedevano in tutta Italia, ma solo in Trentino ed in Alto Adige è stata presa questa decisione - spiega Marco Fontanari, presidente della Confcommercio trentina -. La manifestazione era stata programmata prima dell'ordinanza di Fugatti, che sicuramente ci viene incontro in un momento difficilissimo, anzi drammatico".

Chiusura alle 22: Roma impugna la norma trentina

Due ore in più di apertura serale, chiaramente, non bastano per risollevare un settore in crisi ormai da otto mesi. Ristoranti, pizzerie, bar, ma non slo: in piazza ci sono anche cartelli che ricordano chi lavora con il settore. Sommerlier, enoteche, catering. Una crisi che a sua volta si riversa sui fornitori, sui commercianti e sull'agricoltura. "Chiediamo aiuto, sostegno, vicinanza in un momento che era difficile fino a qualche settimana fa, ora direi tragico" spiega Fontanari.

"In Trentino il nostro settore conta 3.000 aziende e 15.000 addetti, senza dimenticare tutto l'indotto - prosegue il presidente di Confcommercio -. Abbiamo partecipato a tavoli per definire protocolli che si sono dimostrati efficaci. I contagi a settembre, con i locali aperti, erano al minimo. Ci siamo adeguati investendo in attrezzature necessarie per sanificare, garantire standard di sicurezza, per mettere la salute pubblica sopra a tutto. La stessa cosa non ha fatto il Governo che in questi mesi si è fatto trovare impreparato alla seconda ondata".

Allo studio, per quanto riguarda la città di Trento, c'è l'ipotesi di aumentare i tavoli all'esterno creando spazi coperti, anche per la stagione invernale. A Rovereto il Comune è intervenuto con un bando pubblico, finanziando le strutture al 50% fino a 40mila euro di spesa. E' chiaro, però, che su tutto ciò pesa l'ombra di un secondo lockdown. "Speriamo almeno che le limitazioni di oggi ci permettano di avere un dicembre "decoroso" per il nostro lavoro. Non possiamo dimenticare il valore della socialità che trasmettiamo con le nostre attività. Non ci stiamo ad essere considerati come la causa del contagio", conclude Fontanari, e si conclude anche la protesta, a mezzogiorno, con il coro "Fratelli d'Italia". Qualcuno, però, grida: "Schiavi d'Italia".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Lanterne in ogni casa per Natale: il Comune le recapiterà a tutti i trentini

  • Trentino zona arancione? Fugatti: "Si saprà domani"

  • Il Trentino rimane zona gialla: ordinanza del Ministro, per ora non cambia nulla

  • Trentino giallo, arancione o rosso? Fugatti non esclude niente

  • Coronavirus: 14 decessi in Trentino. Fugatti: "Restiamo zona gialla ma il numero di ricoveri è critico"

  • Schianto tra auto nella notte: gravi tre ragazzi

Torna su
TrentoToday è in caricamento