Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Gli animalisti diffidano Fugatti e Salvini: "ordinanza in contrasto con le norme di tutela dell’orso bruno"

La comunicazione è arrivata a inizio luglio. Gli animalisti hanno reso pubblica anche la tabella di valutazione dell'atteggiamento dell'orso, il grado di problematicità e le azioni possibili

Protesta senza sosta quella degli animalisti contro le ultime decisioni della Giunta Fugatti in merito alla gestione dei grandi carnivori presenti in Trentino. L'ultima azione che porta la firma delle associazioni Animalisti ETS e IAPL Italia OdV, è di inizio luglio e si tratta di una diffida presentata alla Provincia di Trento e che è stata inviata alla Procura e al Tribunale di Trento, a Matteo Salvini e al presidente della Pat, Maurizio Fugatti.

Il testo della diffida: 

Egregio Presidente del Tribunale di Trento dott. Guglielmo Avolio

Spettabile Procuratore di Trento dott. Giovanni Ilarda

Spettabile Provincia Autonoma di Trento (PAT)

Egregio sig. Maurizio Fugatti

Egregio sig. Matteo Salvini 

con il presente atto, le sottoscritte Associazioni Animalisti ETS e IAPL Italia OdV, diffidano la Provincia di Trento a mettere in pratica qualsivoglia uccisione di animale selvatico presente nel territorio italiano. 

L’ordinanza emessa dal Sig. Fugatti è in contrasto con le norme di tutela dell’Orso bruno. 

Infatti, la misura di gestione più estrema prevista dal PACOBACE (Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali), e cioè l’abbattimento, lo prevede solo in casi specifici ed estremi; ove non sia possibile altra soluzione. 

Lo stesso PACOBACE, distingue il caso di attacco di un orso che difende i piccoli o fonti alimentari dal caso di un attacco senza una preventiva provocazione da parte dell’uomo, oltre a prevedere criteri di proporzionalità tra il comportamento dell’orso e le azioni di gestione messe in campo. 

L’ordinanza della PAT, voluta dal Sig. Fugatti, invece considera direttamente e unicamente l’opzione abbattimento.

Ricordiamo che gli animali selvatici sono Patrimonio indisponibile dello Stato e l’orso è considerato specie particolarmente protetta, pertanto anche la Provincia autonoma deve rispettare tale norma nazionale.

L’arbitraria uccisione anche di un solo esemplare può quindi configurare il reato di furto venatorio, nonché di uccisione di animale senza necessità (ai sensi dell’art. 544-bis del Codice Penale).

Ci riserviamo di presentare denuncia nella eventualità che la Provincia di Trento proceda con l’abbattimento anche di un solo esemplare.

Distinti saluti

Associazione Animalisti ETS
Associazione IALP Italia OdV

La delibera approvata il 25 giugno scorso, il cui testo è stato diffuso dall’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) a inizio luglio, porta delle novità sconvolgenti per molti. Come scrivono gli animalisti: "vorrebbe rendere legale persino l’uccisione di una mamma orsa che protegge i suoi cuccioli. Non solo: la cosiddetta azione K (Abbattimento) prevista dal Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali (Pacobace)  è stata estesa anche al caso in cui il plantigrado sia semplicemente segnalato in un centro residenziale o vicino ad abitazioni, se segue le persone, se attacca perché provocato o per difendere la propria preda e se cerca di entrare in abitazioni frequentate anche solo stagionalmente, ovvero disabitate".

È stata anche redatta una tabella di valutazione dell'atteggiamento dell'orso, il grado di problematicità e le azioni possibili:

Tabella azioni Linee guida delibera Pat giugno 2021-2

"Non ci sarebbe nemmeno bisogno di commentare queste previsioni, evidentemente sproporzionate commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto -. Dal presidente Fugatti non ci aspettiamo certo un atteggiamento di rispetto nei confronti degli orsi e della biodiversità, date le vicende di cui gli orsi del Trentino sono state vittime in questo ultimo anno. Tuttavia queste Linee guida varate dalla sua Giunta appaiono davvero come una dichiarazione di guerra e di morte nei confronti dei plantigradi del suo territorio. Ci auguriamo che la Provincia autonoma di Trento si decida a varare serie azioni di prevenzione per consentire una serena convivenza tra i grandi carnivori, i residenti e i turisti affinché tali previsioni restino solo sulla carta della sua delibera, sempre che non si debba andare anche in questo caso nelle aule giudiziarie affinché i magistrati ne valutino la legittimità".

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