Morto dopo essere guarito dal coronavirus: il caso di Lucjan, 28enne della Val di Fassa

Trovato morto in casa sua, per essere dichiarato ufficialmente guarito avrebbe dovuto fare un secondo tampone. Era ricoverato per coronavirus fino al 22 marzo

E' una vicenda che lascia molti dubbi quella di Lucjan Elezi, 28enne albanese da anni residente in Val di Fassa, trovato morto presso la sua abitazione. Fino al 22 marzo scorso si trovava ricoverato presso l'ospedale di Rovereto per una polmonite dovuta al coronavirus.

Successivamente era stato dimesso, ed era tornato a casa a San Jen di Fassa in isolamento fiduciario, come prevede il protocollo. I sintomi erano gradualmente spariti, gli era stato somministrato un primo test che aveva dato esito negativo ma per essere dichiarato definitivamente guarito occorreva ancora la conferma del secondo tampone dopo 72 ore. Non c'è stato il tempo: il giovane è stato trovato senza vita. La causa accertata del decesso è embolia polmonare.

Rimangono forti dubbi sul fatto che il decesso possa essere direttamente collegato al virus, e di fatto la Provincia ha menzionato il suo caso nella consueta conferenza stampa di aggiornamento, specificando però il giovane non è stato contato tra le vittime accertate del Covid-19, che in Trentino hanno superato il centinaio.

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L'unica certezza, per ora, è che la sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto nella valle ladina, già duramente colpita dal virus. La zona di Canazei, dove Lucjan lavorava presso il rifugio Fredarola, è quella dove si registrano più casi in Trentino. Non si contano i messaggi di ricordo e di cordoglio sui social nework da parte dei residenti della valle, soprattutto i giovani. Nei giorni scorsi il virus non ha lasciato scampo alla guardia medica di Sen Jan, la dottoressa Gaetana Trimarchi, siciliana d'origine e da molti anni in servizio in Val di Fassa. 

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