Emergenza coronavirus, Fugatti: "Vogliamo riapertura ma con cautele"

Il presidente della Provincia autonoma ha anche detto che sui tempi deve essere la comunità scientifica a pronunciarsi

Foto Ansa

"Non siamo sordi al grido di dolore degli imprenditori, vogliamo ragionare su una riapertura. Ma è la comunità scientifica a doverci dire come muoverci. E in ogni caso non potrà essere un ritorno alla vita normale che facevamo prima dell'emergenza". Queste le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti durante la conferenza stampa di martedì 7 aprile. 

"Le restrizioni - ha continuato il governatore - hanno portato a un calo del contagio. Se continuassimo così, i modelli matematici ci dicono che a fine aprile avremmo dieci casi in più al giorno. Se dovessimo togliere le misure di contenimento, invece, i contagi comincerebbero ad aumentare di nuovo". In parallelo il presidente ha annunciato di aver chiesto al Governo controlli pesanti  in vista le festività pasquali per evitare che da altre regioni ci sia un afflusso alle seconde case del Trentino.

Il sindacato: "Aziende chiedono di ripartire ma non sono in regola"

Un appello a una riapertura nelle massime condizioni di sicurezza per i lavoratori viene fatto da Fim Cisl Trentino che dopo un'indagine su 60 aziende del settore metalmeccanico denuncia un grave ritardo  negli adempimenti previsti dal Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19. "Meno di 1/6 delle imprese prese in esame ha messo in atto le misure previste per legge", denuncia la sigla sindacale.

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Controlli pesanti durante le festività pasquali

"Al Governo - ha dichiarato Fugatti - abbiamo chiesto controlli pesanti prima di Pasqua. Non vogliamo nuovi arrivi nelle seconde case". In Trentino infatti si teme che i turisti, soprattutto lombardi, possano arrivare nelle case-vacanza durante le festività. "Ora non dovrebbe potersi più muovere nessuno - aveva detto il presidente in un'intervista a Rai Radio 1 - ma dai territori ci arrivano segnali opposti, e temiamo ci siano ancora spostamenti. Abbiamo quindi chiesto alle forze dell'ordine di intensificare i controlli soprattutto nelle zone più a rischio"

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