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Bollettino coronavirus, l'anno della pandemia si chiude con altre 9 vittime e centinaia di positivi tra molecolari, rapidi e confermati

I dati vengono elaborati quotidianamente dall'Apss e trasmessi dalla Provincia e dal sito del Ministero della Salute

L'ultimo report contagi da coronavirus redatto da Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) del 2020 riporta altri 9 decessi, 170 nuovi positivi al molecolare e 357 all’antigenico. Inoltre, sono stati confermati 150 già positivi ai test rapidi. I casi dichiarati guariti sono 164. Sono numeri importanti anche quelli relativi all’ultimo giorno dell’anno a confermare la persistenza del contagio da Sars-CoV-2, con 9 ulteriori vittime e oltre 500 nuovi positivi identificati dai test molecolari e da quelli antigenici.

Nel dettaglio, i nuovi casi risultati positivi al tampone molecolare sono 170, quelli all’antigenico invece 357. Dal controllo con i molecolari poi è arrivata la conferma della positività per 150 persone risultate positive nei giorni precedenti all'ultimo bollettino contagi, dopo un primo esame con i test rapidi. Tra i nuovi casi, 192 sono asintomatici mentre 272 sono paucisintomatici: tutti sono seguiti con cure a domicilio. 

Colpisce il numero dei contagi fra bambini molto piccoli, nettamente più elevato del solito: 6 con meno di 2 anni, 7 di età compresa fra i 3 ed i 5 anni, 10 fra i 6 ed i 10 anni. Nel complesso, ci sono 49 nuovi casi di bambini o ragazzi di età scolare. Ma è ancora più preoccupante la cifra sempre elevata delle infezioni fra gli ultra settantenni: il nuovo rapporto ne registra ben 139. Sul fronte ospedaliero un dato importante è il sostanziale pareggio fra le dimissioni ed i nuovi ingressi. Attualmente, i pazienti ricoverati sono 422, di cui 42 in rianimazione.

I decessi, come anticipato, sono 9: di questi, 3 sono avvenuti in ospedale. Si tratta di 7 donne e di 2 uomini di età compresa fra i 64 e i 95 anni.  Salgono di altri 164 i guariti per un totale di 18.976 persone che dall’inizio della pandemia hanno superato la malattia. Prosegue nel frattempo l’incessante azione di screening, con 2.831 tamponi molecolari analizzati (1.274 dall’Ospedale Santa Chiara ed altri 1.557 dalla Fem) ed altri 1.738 antigenici notificati all’Azienda sanitaria.

I dati dell'anno

Sul sito del Ministero della Salute e su quello della Provincia autonoma di Trento, viene tenuta traccia delle singole voci legate all'infezione, meno quella che riguarda i test rapidi che viene comunicata a parte dall'assessore Stefania Segnana o dal presidente Maurizio Fugatti dal 4 dicembre. Il 2020 si chiude lasciandosi alle spalle oltre 22mila persone che sono state contagiate dal virus, delle quali più di 18mila e 900 sono guarite e 1007 sono decedute. Gli altri dati rappresentano le persone che al 31 dicembre risultano ancora contagiate, comprese quelle ricoverate. 

In estate l'incubo da contagio sembrava essersene andato, nonostante diversi esperti tra medici, vitologi e tecnici del comitato scientifico avessero invitato più volte alla cautela, al rispetto del distanziamento sociale, dell'igienizzazione dei luoghi e delle mani, oltre che dell'utilizzo ella mascherina, nell'ottica di scongiurare una seconda ondata. Oltre a questa, però, adesso ne è stata annunciata una terza di ondata, che andrebbe ad affiancarsi con l'influenza stagionale, sfociando in una probabile pericolosa pressione maggiore sugli ospedali. 

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Il Decreto Legge Natale

La settimana prima di Natale del 2020, è stata annunciato che l'Italia sarebbe diventata zona rossa nei giorni festivi e prefestivi e arancione nei giorni feriali. L'annuncio e la spiegazione del Decreto Legge di Natale, come avvenuto con i Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) emanati negli ultimi 10 mesi del 2020, sono toccati al premier Giuseppe Conte in diretta nazionale nella serata di venerdì 18 dicembre. «Le misure della divisione a zone hanno funzionato e ci hanno consentito di evitare il lockodwn generalizzato - ha affermato Conte -. Tant'è che nei prossimi giorni tutte le regioni potrebbero rientrare nell'area gialla. La situazione però rimane difficile e in tutta Europa. E tra i nostri esperti c'è forte preoccupazione che nel periodo natalizio la curva dei contagi possa subire un'impennata». Non è ancora chiaro, però, cosa succederà dopo il 7 gennaio 2021. Molte le ipotesi, soprattutto da parte del mondo scientifico che non sempre riesce a trovare un punto comune. 

Monitoraggi per il Veglione di Capodanno

Linea dura e monitoraggio anche della rete internet per scovare eventuali feste clandestine. È quanto emerge dalle dichiarazioni del ministro Luciana Lamorgese in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera a ridosso del passaggio dal vecchio al nuovo anno. «A Capodanno saremo inflessibili nei controlli e nelle sanzioni» ha affermato Lamorgese. «Siamo molto concentrati anche sul monitoraggio della rete Internet per impedire che il 31 dicembre si affittino case dove riunirsi non rispettando le regole e il distanziamento». Nelle ultime ore sono diversi gli avvisi che sindaci, governatori e ministri stanno diramando sul territorio sui controlli delle forze dell'ordine in quest'occasione. L'Italia è tornata in zona rossa dal 31 di dicembre e ci rimarrà fino al 3 gennaio. Il coprifuoco per Capodanno è esteso fino alle 7 del mattino e non alle 5, come di consueto.

Il vaccino

La campagna vaccinale è iniziata portando con sé la speranza di molti e le polemiche di altri. Tra le persone a favore del vaccino, c'è chi inizia a chiedersi quando sarà il "suo momento". Pare che l'Italia voglia raggiungere la cifra di 13 milioni di vaccinati già entro la primavera. Ad affermarlo è stato il ministro della Salute Roberto Speranza in un'intervista rilasciata a La Stampa di lunedì 28 dicembre, il giorno dopo del "vaccine day", in cui spiega anche perché il nostro Bel Paese abbia ricevuto così poche dosi rispetto alla Germania, mentre la sottosegretaria Sandra Zampa dice che presto toccherà ai dipendenti pubblici e il professore di statistica medica dell'università Bicocca Giovanni Corrao spiega come funzionerà la graduatoria e chi saranno i primi a essere chiamati alla profilassi. 

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