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Coronavirus: due vittime, i nuovi casi sono 26 (su 650 tamponi) e tornano a crescere i ricoveri

I dati vengono elaborati quotidianamente dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari

Due decessi e 25 nuovi contagi. Il secondo dato è influenzato dai pochi tamponi eseguiti nella giornata di domenica. Il primo, invece, descrive purtroppo una situazione ancora molto difficile per quanto riguarda la diffusione del coronavirus in Trentino. Entrambi i dati sono contenuti nel bollettino diffuso dalla Provincia autonoma di Trento nel tardo pomeriggio di lunedì 15 febbraio, giorno in cui sono scattate le norme della zona arancione che caratterizzeranno la vita dei trentini almeno nelle prossime due settimane.

Le nuove vittime sono entrambi uomini, di 80 ed 89 anni. Il numero dei tamponi, come detto, è stato particolarmente basso 388 i molecolari e 258 gli antigenici analizzati nelle ultime 24 ore. Segnali negativi arrivano purtroppo dagli ospedali dove è tornato a salire il numero dei ricoveri, che era in discesa dall'Epifania: 201 i pazienti covid, di cui 27 in rianimazione. Prosegue la campagna vaccinale, con più di 31mila dosi attualmente somministrate di cui 12.758 di richiamo ad altrettante persone che possono ritenersi "immunizzate". 

Il Trentino è in zona arancione

La conferma della classificazione del Trentino in zona arancione è arrivata in Provincia nella tarda serata di venerdì 12 febbraio. «Le attese nel mondo del turismo erano tantissime» ha affermato il presidente Maurizio Fugatti durante la conferenza stampa di sabato 13 febbraio. «Il Trentino ha scritto, sostanzialmente, insieme agli altri ma ci ha messo del suo, il protocollo per la riapertura degli impianti. Oggi le preoccupazioni che si sono nel mondo del turismo sono, ovviamente, legittime e fondate. Sull'altro tema, quando partirà la classificazione, confermo che la classificazione partirà da lunedì e quindi nella giornata di domenica i ristoranti e i bar sono aperti. Questo grazie a un'ordinanza nostra emessa ieri sera (venerdì 12 febbraio ndr) perché non si sapeva esattamente se l'ordinanza del ministro sarebbe partita domenica o lunedì». Le direttive si fanno così più stringenti e rimarranno tali fino alla fine del mese, salvo provvedimenti urgenti da parte del governo.

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