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Giovedì, 1 Dicembre 2022
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Covid e screening, Degasperi interroga la Giunta: "quando saranno disponibili i test salivari?"

Se ne parla da dicembre del 2020 ma, al momento, non sarebbe stata comunicata la loro introduzione nelle attività di screening quotidiane

Dei test salivari se ne parla da molto tempo ormai, o per lo meno in Trentino. Il primo a parlarne, a dicembre del 2020, fu il professore del Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata - Cibio dell'università di Trento, Massimo Pizzato, durante una conferenza stampa della Pat del 12 dicembre 2020. "Non si tratta di un test rapido, si tratta di un test molecolare - disse Pizzato -. Quindi cerchiamo di sfruttare la precisione e l'affidabilità del test molecolare che sono ancora il 'top' del tipo diagnostico e cerchiamo di associare questo alla saliva, con il vantaggio di avere una fase nel prelievo del campione molto facilitata, che non vede il coinvolgimento di un addetto sanitario".

A febbraio del 2020 i tecnici di laboratorio, dieci neolaureati e neolaureate con un’età media di 25 anni, erano stati reclutati, i macchinari testati, gli spazi al primo piano allestiti e organizzati per accogliere migliaia di provette al giorno, grazie ad un processo che vede robot e uomo alternarsi con tempi e sincronismi a prova di errore. Il tutto seguito dal sofisticato software di controllo delle attività di analisi. Negli spazi al primo piano della struttura universitaria di Mattarello, raccontava la Provincia a inizio anno, è nato il primo laboratorio italiano di test molecolari salivari, in grado di scovare il virus Covid 19.

A fine marzo, dopo l'approvazione della metodica da parte del Comitato Etico dell'Azienda per i Servizi Sanitari della Provincia, al drive through del Pala Trento, venne avviata la verifica tecnica concordata con l'Istituto Superiore di Sanità, che prevedeva un lotto di 1.000 test casuali in doppio con il molecolare prima dell'autorizzazione ad eseguire il test salivare in autonomia». 

A giugno, poi, partì la prima applicazione per i test salivari. Il progetto pilota si chiamava “Screening dei bambini con test salivare” e, come intuibile, coinvolgeva i minori che durante l'estate 2021 hanno frequentato i servizi estivi e relativi educatori e volontari che erogano l’attività educativa. Tre mesi dopo, a metà settembre, Ansa ha riportato la notizia che Cibio aveva trasmesso a un gruppo di ricercatori internazionali i risultati raggiunti dal Laboratori di diagnostica molecolare sull'attendibilità dei test salivari per la diagnosi molecolare di Covid-19, affermandone l'affidabilità. Pizzato, all'agenzia di stampa affermò che "Paragonata con il tampone nasofaringeo, ha una sensibilità molto simile". 

Eppure nulla è stato comunicato al momento. Non sono arrivati avvisi ufficiali di inserimento di questi test nelle attività di screening quotidiane. Il consigliere provinciale Filippo Degasperi, per questo, ha presentato un'interrogazione scritta al presidente del Consiglio Provinciale Walter Kaswlader:

"Mi risulta che mesi questi tamponi salivari sono pronti a grandi quantità, ma che ad oggi non vengono ancora utilizzati se non per il progetto 'Sentinella', di monitoraggio nelle scuole. Considerata l’attuale estensione dell’obbligo del Green pass per lavorare in qualsiasi luogo di lavoro pubblico e privato; considerata l’impossibilità di imporre l’obbligo di vaccinarsi ai cittadini; e considerata di conseguenza la necessità di garantire mezzi efficaci e rapidi per consentire a chi non è vaccinato di ottenere la certificazione verde, Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere 

1. quanti tamponi salivari per la diagnosi molecolare di Covid-19 ha a disposizione il Dipartimento di biologia cellulare, computazionale e integrata (Cibio) dell'Università di Trento;

2. quali iniziative intende adottare e con quali tempistiche per rendere disponibili a tutti i cittadini trentini i test salivari per la diagnosi del Coronavirus"

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