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Covid, i test salivari sono realtà: si attende anche l'Iss per partire a metà marzo

Il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore alla sanità Stefania Segnana hanno visitato venerdì mattina il laboratorio dell’Università di Trento allestito negli spazi Ex Cibio

Il laboratorio dell’Università di Trento per i test salivari è realtà. I tecnici di laboratorio, dieci neolaureati e neolaureate con un’età media di 25 anni, sono già stati reclutati, i macchinari sono arrivati e già testati, gli spazi al primo piano sono allestiti e organizzati per accogliere migliaia di provette al giorno, grazie ad un processo che vede robot e uomo alternarsi con tempi e sincronismi a prova di errore. Il tutto è seguito dal sofisticato software di controllo delle attività di analisi, perché, qui, negli spazi al primo piano della struttura universitaria di Mattarello è nato il primo laboratorio italiano di test molecolari salivari, in grado di scovare il virus Covid 19.

TEST SALIVARI-2

Il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore provinciale alla sanità Stefania Segnana, accompagnati dal rettore Paolo Collini, hanno visitato venerdì 26 febbraio quella che diventerà la nuova prima linea di contrasto, assieme alle altre allestite sul territorio, alla pandemia da Covid-19. «Abbiamo mantenuto la promessa» hanno esordito i due rappresentanti della giunta provinciale «di realizzare un laboratorio in grado di processare i test salivari che rappresentano una nuova frontiera nell’azione di prevenzione e contrasto alla diffusione del virus».

Fugatti e Segnana hanno ringraziato i responsabili del nuovo laboratorio, nella persona di Massimo Pizzato, virologo del Dipartimento di biologia cellulare e computazionale dell’Università di Trento, che in questi mesi ha lavorato in maniera incessante per attrezzare il nuovo presidio. Prima di entrare in funzione e una volta eseguiti i primi mille test, il laboratorio dei test salivari dovrà incassare il via libera dall’Istituto superiore di sanità. «Il grande vantaggio dei test salivari» ripete Pizzato «è che potranno essere eseguiti a casa direttamente dalla persona, con le stesse modalità di un test fai da sé. Le provette saranno poi analizzate in tempi molto stretti in questa struttura, allestita a tempo di record».

Il laboratorio universitario di Mattarello sarà in grado, una volta a regime, di processare tremila campioni al giorno. «I test salivari» spiega il virologo del Cibio, Massimo Pizzato «sono come i tamponi molecolari. Vengono processati esattamente come il tampone naso-faringeo. Cambia solo la prima fase del prelievo che può essere fatto dalla persona. Questo risolve il ‘collo di bottiglia’ degli attuali test rapidi e molecolari, in quanto ad oggi il prelievo dev'essere eseguito da personale specializzato che, tra l’altro, può essere esposto al rischio di contagio».

Il processo è semi robotizzato. Una scelta precisa dell’Università. Ancora Pizzato: «Non tutto è automatico perché in certi passaggi l’uomo è in grado di guadagnare tempo, rispetto al macchinario di laboratorio. Avremmo potuto scegliere una soluzione che vedesse l’operatività affidata ad un’unica macchina. Invece, studiando le fasi del processo, abbiamo preferito scegliere singoli macchinari, guidati dai nostri tecnici. In questo modo potremo analizzare circa 100 campioni alla volta con, ripeto, il giusto supporto umano».

Il processo di analisi dei test

Una volta attivato, con una tempistica di circa 3 ore, il laboratorio processerà fino a 400 test all’ora. La provetta contenente la saliva, raccolta a casa dalla persona, sarà trasportata in breve tempo a Mattarello. Il processo di ritiro sul territorio è in via di definizione, grazie alla collaborazione con le autorità sanitarie provinciali e nazionali. Arrivata nei laboratori di Mattarello, la provetta entra nella prima fase del processo, chiamata  check-in. Il recipiente tubolare in plastica viene registrato e immediatamente trasferito nella seconda stanza, dove il campione viene fluidificato e trattato con speciali piastre magnetiche, in grado di estrarre il genoma virale (RNA, in termine tecnico). 

«A questo punto» spiega Beatrice Passerini, 25 anni neolaureata in biotecnologia all’Università di Trento «si entra nella terza fase, durante la quale il campione salivare viene trattato con speciali reagenti necessari alla quarta fase, l’amplificazione dell’RNA virale. Questa è affidata ad una batteria di macchine, allestite in una stanza separata dal resto del laboratorio, già di per sé controllato, così da evitare contaminazioni. Il risultato è la quantificazione dell’eventuale presenza del virus». 

Un software di nuova generazione controllerà la corretta esecuzione delle diverse fasi di analisi e traccerà l’intero ciclo di lavorazione delle provette. Inoltre, lo stesso software provvederà a verificare ed interpretare i dati, aggiornando in automatico la banca dati dell’Azienda sanitaria. In questo modo sarà evitata, con risparmio di tempo e l’azzeramento di possibili errori, l’edizione manuale dei dati nei sistemi della sanità trentina.

L’inizio a metà marzo

L’attività vera e propria del laboratorio di Mattarello inizierà verso la metà di marzo. «Ora che la struttura è pronta» sottolinea Pizzato «dobbiamo affrontare la parte burocratica che porterà all’autorizzazione dell’istituto superiore di sanità con il quale siamo in contatto da settimane».  Il presidente Maurizio Fugatti ha rivolto parole di apprezzamento: «Il Trentino vi ringrazia per il vostro lavoro che ha permesso di attrezzare nella nostra provincia un percorso innovativo di cui beneficerà l’intera comunità. Sono sicuro che l’impegno troverà il riconoscimento da parte della comunità scientifica e, soprattutto, il riconoscimento sociale, di tutti i trentini. In un periodo di pandemia è indispensabile poter contare su nuovi sistemi di controllo e prevenzione alla diffusione del virus».

Il rettore dell’Università sei Trento, Paolo Collini, accompagnato dal suo successore Flavio Deflorian, ha insistito sul ruolo attivo dell’ateneo trentino: «La struttura di Mattarello ospita già il Centro dipartimentale mente e cervello (Cimec) e Biotech, i laboratori di ingegneria industriale ed è il luogo ideale dove svolgere questo tipo di test. Il nuovo laboratorio destinato ai test salivari presenta un’altra caratteristica importante, ovvero la scalabilità, che ci permetterà di rispondere in tempi brevi alle reali esigenze del Trentino».

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