Champions League di volley, la Trentino Planet fa "cappotto"

La formazione tre volte campione in carica ieri in Belgio ha superato a domicilio i padroni di casa del Noliko Maaseik per 3-0. Successo pesante che però non mette assolutamente al riparo da sorprese in vista del ritorno

Matteo Burgsthaler

L’avventura nei Playoff 12 di 2012 CEV Volleyball Champions League parte con il piede giusto per la Trentino PlanetWin365. La formazione tre volte campione in carica ieri in Belgio ha inaugurato nel migliore dei modi la corsa verso la Final Four di Lodz, superando a domicilio i padroni di casa del Noliko Maaseik per 3-0.

Successo pesante che però non mette assolutamente al riparo da sorprese in vista del return match di mercoledì 8 febbraio al PalaTrento, quando per ottenere il pass per il turno successivo servirà comunque un’altra vittoria, utile anche ad evitare la roulette del golden set. I gialloblù hanno portato a termine la prima metà dell’opera imponendo la propria legge in una Lotto Dome che, nonostante presentasse il tutto esaurito, non ha per nulla intimorito Juantorena e compagni, attenti e precisi in ogni singola situazione presentatasi in campo.
 
Il settimo successo consecutivo per 3-0 (il sesto su sette gare stagionali disputate in Champions League) è arrivato quindi attraverso un ennesima prestazione corale di buon livello, in cui l’unica nota stonata è rappresentata dall’infortunio alla caviglia sinistra di Mitar Djuric, sceso male da muro nel corso del primo set e le cui condizioni verranno valutate meglio al rientro in Italia.
 
Al suo posto ha comunque fatto ancora una volta pienamente la propria parte Burgsthaler (60% in primo tempo con un muro in due set e mezzo); le cose migliori ancora sono però arrivate dall’attacco (62%  di squadra, ben orchestrato da Raphael) ed in particolar modo da Birarelli (90% con due block) e Kaziyski, best scorer del match grazie a sedici punti ed il 61% oltre a quattro ace. Bene pure Stokr (15 col 56%) e Juantorena, che però ha patito più del solito, specialmente in ricezione, il cambio di pallone (da Molten a Mikasa). Per il Maaseik invece proprio l’attacco di palla alta ha limitato tantissimo le speranze di vittoria con nessuno dei cinque martelli alternatisi in campo che è riuscito ad offrire uno sbocco costante a Van Harskamp.

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