Moratti: "Con Mourinho entravamo in campo credendo di poter battere chiunque"

Aneddoti, retroscena, e tanto calore da parte del pubblico neroazzurro per i campioni del Triplete al S. Chiara

L'Inter del "triplete" a Trento

Si spengono le  luci e scatta il coro: "Inter! Inter! Inter!. Era inevitabile: l'entusiasmo dei tanti tifosi giunti da tutta Italia a Trento per il Festival dello Sport riempiva le vvie attorno all'Auditorium S. Chiara, dove già nel primo pomeriggio la gente si è  messa in coda per sperare di entrare in un teatro sold out, e per incrociare lo sguardo, il saluto, la stretta di mani,  di alcuni dei campioni che hanno fatto la storia del club milanese.

Milito, Materazzi, Zanetti, Cesar, Orlandoni, Toldo, Maicon, ma anche Moratti, "il" presidente, come lo hanno salutato i tifosi festanti. "Qui siamo tutti interisti, anche chi non lo dice perchè non può dirlo, lo è" ha esordito Enrico mentana, invitato sul palco insieme ai protagonisti dell'incontro. 

"Quello del triplete era prima di tutto un gruppo di grandi uommini, e solo poi di grandi calciatori" ha detto Zanetti introducendo il "record",  per seguire il tema del festival, che è valso all'Inter di quella magica stagione l'invito a Trento. Ma si è parlato anche di Mourinho e di Ibrahimovic. A ricordare qualche aneddoto è stato Moratti:  "C'è stata una cena a con il presidente del Barcellona, mi chiedeva di Ibra e io dicevo 'moltiplica per quattro queste cifre, comunque non te lo venderò'. Poi a casa mia ha mmoltiplicato per tre ed allora l'affare si è fatto, ma avevo un altro centroavanti che i faceva star tranquillo: Milito".

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E poi arrivò anche Eto'o. "Con aquel signore lì noi possiamo vincere tutto" così avrebbe detto, secondo quanto raccontato sempre da Moratti, mistero Mourinho. "I nostri entravano in campo con la convinzione di poter battere qualsiasi avversario. Questo Era Mourinho". Il resto è storia: vittorie, numeri, che vanno bene, appunto, per i Festival. "ma prima di tutto eravamo uomini" per dirla con Zanetti. 

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