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Coronavirus e vaccino, sempre meno italiani lo vogliono

Un italiano su sei, secondo Ipsos è novax-Covid, ma Euromedia Research li stima intorno al 33% e altre ricerche li danno in crescita. Perché?

Tanti lo aspettano, altri sono sulla via della convivenza con il virus e diversi lo rifiutano. Il parere sul vaccino anti-Covid sta andando è spaccato in tre. Nulla a che vedere con i negazionisti, ma più con i novax-Covid, quelli che, dopo tutti questi mesi di obblighi e restrizioni non vogliono sottoporsi alla campagna vaccinale o sono titubanti e preferiscono «mandare avanti» qualcun altro. Il 2021 è ormai l'anno della «speranza» per molti che il vaccino contro il coronavirus possa arrivare e mettere ordine alle vite di tutti. Nel sondaggio di Ispos, pubblicato dal Corriere della Sera, il 37% degli italiani vuole farlo il prima possibile, mentre il 42% intende prima attendere per capirne l'efficacia; il 16%, ovvero un italiano su sei, ha intenzione di non farlo. Eppure questo ultimo dato pare essere in crescita. 

Today riporta un quadro preciso sugli scettici, geograficamente collocati nel centro-sud del paese e con una maggiore «convinzione» tra i giovani sotto i 35 anni, anche se la tendenza è diffusa un po' su tutta la popolazione che prende distanze. Matteo Villa dell’istituto Ispi, rielaborando il sondaggio Ipsos, ha estrapolato un dato netto sulla questione: secondo la ricerca per il World Economic Forum, il 34% degli italiani dichiarava che non avrebbe fatto il vaccino (con un 17% di fortemente contrari e un 17% di abbastanza contrari). Dentro questo 34%, il 56% era «preoccupato per gli effetti collaterali», il 28% credeva il vaccino «non efficace», ma ben il 30% si diceva «contrario ai vaccini in generale». 

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