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Trentino, stagione sciistica in crisi: Fugatti preocupato

Il presidente: «Lo dico ai trentini per essere chiaro: se il Governo dovesse decidere che le piste non aprono, il Trentino, anche se  provincia autonoma, non può andare contro a quel Dpcm»

Non ci sono novità sulle chiusure o le aperture delle piste da sci, al 27 novembre 2020. L'assessore della Pat (Provincia autonoma di Trento) Roberto Failoni ha partecipato anche all'ultima riunione in merito, ma non sarebbero state prese decisioni. «Stamattina (venerdì 27 novembre ndr) c'è stata una riunione alla quale ha partecipato l'assessore Failoni per quanto riguardano le regioni legate al mondo dello sci - spiega Fugatti -. Devo dire che la situazione ci sta preoccupando e non poco, perché non arrivano segnali chiari da altri paesi europei e, al netto della Germania che però sappiamo che sua importanza sciistica è "altra cosa" rispetto ad altre realtà, quindi non possiamo dire che non ci sia il rischio che paesi a noi vicini tengano aperte le strutture e gli impianti di sci, rispetto a ciò che farà l'Italia».

La speranza e l'augurio di Fugatti riguardano proprio la possibilità che l'Austria possa decidere di aprire, mentre in Italia non vi è ancora. «Questa sarebbe una cosa sbagliata - ha sottolineato Fugatti -. Noi partiamo sempre dal presupposto che deve esserci la sicurezza sanitaria. Va preso atto, però, che questo dovrebbe valere per tutti. Oggi l'Austria ha detto che sarà una decisione che prenderà il Governo nazionale e non ha detto quale sarà. Di fronte a un'eventuale apertura austriaca noi siamo molto preoccupati».

La decisione sulle aperture spetta sempre al Governo e Fugatti ha affermato di avergli rinnovato l'invito a procedere con dei ristori, nel caso in dovessero rimanere chiusi gli impianti. «Lo dico ai trentini per essere chiaro - ha affermato Fugatti -: se il Governo dovesse decidere che le piste non aprono, il Trentino anche se  provincia autonoma non può andare contro a quel Dpcm, perché verrebbe impugnato e 3 giorni dopo il tribunale amministrativo lo impugna e da ragione a loro. Non possiamo pensare a contenziosi con lo Stato su questa materia, sarebbe anche poco responsabile in questa fase». L'impegno che, secondo il presidente, dovrebbe prendersi il Governo è duplice: garantire ristori e che altri Paesi non decidano di aprire, a discapito dell'Italia. 

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