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PD: "No a Rossi non significa bocciare la coalizione, riprendiamo il dialogo"

Dopo lo strappo la pezza: 34 rappresentanti dem, tra cui Manica, Borgonovo Re e Ferrari, irmano un appello rivolto agli alleati

'No' a Rossi non significa rompere la coalizione, anzi: "la ragione profonda di tale sofferta decisione sta nella volontà di aprire una nuova stagione nella storia del centrosinistra autonomista, dopo il risultato negativo del 4 marzo scorso e nello sforzo di allargare la coalizione esistente". Così 34 membri autorevoli del Partito Democratico Trentino tentano di ricucire lo strappo all'indomani della bocciatura, dopo un sofferto e lungo percorso, della candidatura a presidente di Ugo Rossi.

Lo strappo, è evidente, c'è eccome ma la pezza ha la forma di un comunicato, diffuso ieri, nel quale si legge: "ci auguriamo che ora si possa riprendere il dialogo con tutte le forze politiche, compreso il Patt, che ha dato un contributo fondamentale alla coalizione di centrosinistra autonomista, per costruire una larga alleanza, un progetto per il Trentino del futuro capace di ridare ottimismo e speranza". Facile a dirsi. Tra i firmatari figurano i consiglieri Alessio manica e Donata Borgonovo Re e l'assessore Sara Ferrari. 

Nel frattempo il Patt passa al contrattacco, il segretario Lorenzo Ossanna ha dicchiarato ai microfoni del TGR che il partito è pronto per analizzare l'ipotesi di un passaggio al centrodestra, con la Lega di Maurizio Fugatti, che è già stato indicato come candidato presidente, e che per tutta la legislatura ha rappresentato il peggior nemico, politico, del presidente Rossi che, a questo punto, potrebbe comunque rimanere fuori dai giochi.

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