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Sanzioni per chi usa termini inglesi al posto di quelli italiani

Sanzioni economiche e di carriera per chi, nei documenti pubblici, utilizza termini stranieri quando esiste un sinonimo italiano. La proposta è della neosenatrice trentina Conzatti

Sanzioni economiche e di carriera per chi utilizza l'inglese nei documenti pubblici. Anzi, specificatamente per chi "per abitudine e pigrizia intellettuale un lemma anglosassone o comunque straniero quando esiste facilmente il suo corrispondente in italiano".  E' questo il primo disegno di legge della neoeletta senatrice trentina Donatella Conzatti. 

A dire il vero il disegno di legge non c'è ancora, ma le intenzioni sembrano serie: "ho dato incarico - scrive la senatrice - di predisporre un testo di legge che vada verso la valorizzazione e tutela della lingua italiana, soprattutto nel suo utilizzo da parte delle amministrazioni pubbliche di ogni ordine e grado, oltre che negli atti ufficiali utilizzati dalle società". 

L'intenzione prende le mosse da una segnalazione dell'Accademia della Crusca rivolta al Miur dove si lamenta "la meccanica applicazione di un insieme concettuale anglicizzante, a fronte di un italiano volutamente limitato nelle sue prerogative basilari di lingua intesa quale strumento di comunicazione e di conoscenza" da parte dello stesso Ministero. 

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