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25 aprile senza il Presidente della Provincia. Il sindaco: "Abuso e violenza alla base del Fascismo"

Celebrazioni ufficiali del 74° anniversario della Liberazione a Trento, presente il vicepresidente della Provincia Mario Tonina

Celebrazioni del 74° anniversario della Liberazione a Trento, con tanti rappresentanti istituzionali, ma senza il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti, che, benchè il suo nome fosse presente neò programma ufficiale diffuso dal Comune, ha preferito forse seguire l'esempio del leader del suo partito Matteo Salvini e non essere presente alla cerimonia. In città circa 500 persone hanno sfilato nelle vie cittadine attravwrso i luoghi che custodiscono la memoria della resistenza trentina, insieme ad autorità civili e militari.

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Per la Lega c'erano gli assessori Zanotelli e Bisesti. Nessuno dei due ha preso la parola durante la cerimonia che si è tenuta a Palazzo Geremia. Silenzio anche sui social, solitamente ricchi di aggiornamenti sull'attività politica e non, di entrambi. Nessuna traccia,come detto,del presidente Fugatti, che pure l'anno scorso, da neo-eletto deputato, era presente alle commemorazioni.

A nome della Giunta è intervenuto il vicepresidente della Provincia Mario Tonina: "C’è ancora molta strada da percorrere e come comunità e come istituzioni siamo chiamati a rispondere alle sfide del presente. Per farlo possiamo trovare ispirazione nelle idee, nelle donne e negli uomini che sono stati protagonisti della Liberazione - ha detto - Penso, in particolare, alla figura di Alcide De Gasperi che attraverso la scelta dell’Autonomia di questa terra ha contributo a creare un modello di convivenza fra etnie diverse, che ci ha permesso di arrivare ad un traguardo di benessere e di stabilità che non era per nulla scontato".

Il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, nel suo discorso ha citato i protagonisti trentini della Liberazione: Mario Pasi, Ancilla Marighetto, Clorinda Menguzzato, Giannantonio Manci. "Ogni storico potrebbe parlare per giorni dei crimini di un regime che sdoganò i peggiori istinti del popolo italiano e li fece diventare programma di governo. Dunque la frase “il fascismo ha fatto anche cose buone” non è solo un oltraggio ai martiri dell'antifascismo, è anche falsa e insensata: perché a ispirare la politica fascista fu un'ideologia violenta, razzista, autoritaria, che faceva dell'arbitrio e dell'abuso la norma, la sua ragion d'essere".

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