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Limite sui concerti in centro, Scalfi: modifica che fa sorridere

Il coordinatore del Pd Scalfi: "L'importante è che ora si possa suonare con gli amplificatori. Dopodiché il limite dei quattro musicisti si poteva evitare". L'Idv: "Se è uno scherzo è di cattivo gusto"

All'indomani dell'approvazione delle nuove regole sui concerti in città, con il curioso limite dei componenti delle band (massimo quattro), arrivano le prime reazioni politiche. Nel frattempo su facebook i commenti, perlopiù negativi (per non dire di peggio) si sprecano. Giovanni Scalfi, coordinatore del Pd cittadino e consigliere comunale che con altri colleghi (anche delle minoranze) si è battuto per cambiare le norme troppo restrittive introdotte con il nuovo regolamento di polizia urbana, interviene sulla questione. Una modifica andava fatta - dice Scalfi - almeno ora i gruppi potranno suonare amplificati. Ma il limite sui musicisti fa sorridere, anche se si tratta di una sperimentazione che potrà essere modificata a luglio.

"Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno: l'importante è che si sia capito che una modifica sull'amplificazione andava fatta e bisgona dare atto alla giunta di averlo fatto anche in modo rapido ed efficace - dice Scalfi -. C'è una cosa che deve essere chiara: la modica da parte della giunta, con criteri sperimentali e con valore immediato, serve anche perché modificando invece l'intero regolamento di polizia urbana in consiglio non si ha la certezza sulla posizione della altre forze politiche. Noi del Pd ci siamo espressi con assoluta chiarezza dicendo che andava introdotta l'amplificazione. Altri cercano invece di fare gli amici dei pr e anche lisciare il pelo ai residenti. Quindi su questo si dovrà fare chiarezza".
 
"L'importante però è che una modifica è stata fatta ed è sperimentale, quindi a luglio faremo il punto della situazione. Dopodiché, io capisco le cautele tecniche...- prosegue Scalfi -. Ma il limite dei quattro musicisti mi sembra un provvedimento non necessario e nemmeno utile. Un provvedimento che nei fatti rappresenta un limite che potevamo evitare. Una modifica che può far sorridere, e sinceramente ha fatto sorridere anche me, ma resta il fatto fino ad un mese fa i concerti amplificati non si potevano fare e adesso invece sì. Con tutta una serie di limiti, alcuni intelligenti e plausibili, uno, quello sul numero dei componenti, che secondo me si poteva evitare".
 
Il limite sul numero dei musicisti ha fatto invece trasalire Rocco di Filippo, coordinatore del dipartimento giovani dell'Italia dei valori: "Non è chiaro se si tratta di uno scherzo, oppure se quello sulla musica serale possa veramente rappresentare il provvedimento della  Giunta Comunale di una città capoluogo con una densità abitativa 115.000 abitanti. Se si tratta di uno scherzo è, senza alcun  dubbio,  uno scherzo di cattivo gusto.  Questa città soffre di una cronica mancanza di un'offerta sociale per  i giovani che la abitano (da notare che solo gli studenti universitari sono 16.000). Qualsiasi  formula di aggregazione viene relegata al "bevi birra", o al "bevi spritz". Dentro questo scenario, in cui una larga componente degli adolescenti vive un brutto rapporto con l'alcool, la musica può fare tanto. Può dare un'alternativa per come passare una serata, può aiutare la crescita di talenti, può essere un momento di condivisione sociale. Ma la musica dà fastidio ai cittadini di Trento (gli stessi che si lamentano comunque dell'ubriachezza molesta) e quindi il Comune di Trento, dopo il classico primo approccio, della serie "qui non si suona, punto  e basta!",  escogita udite, udite,  una soluzione all'avanguardia per il centro storico: limitare il numero dei componenti delle band a 4 unità e fissa il limite orario alle 22.00!".
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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