Ambiente: bandiere "verdi" e "nere" al Trentino, ecco cosa funziona e cosa no

Come ogni anno Legambiente premia i progetti rispettosi dell'ambiente, e denuncia le opere "mostruose" che distruggono il patrimonio naturalistico delle Alpi

I lavori in corso al lago Santo

Due a due, palla al centro. Sono due le "bandiere verdi" che sventolano sul Trentino come riconoscimento, conferito da Legambiente, per progetti innovativi all'insegna dell'ambiente. Altrettante, però, le "bandiere nere" per opere che vanno nella direzione opposta: lo sfruttamento cieco e testardo della montagna, non più sostenibile. Per quanto riguarda il Trentino Alto Adige tutte e quattro le bandiere 2020, verdi e nere, sono in provincia di Trento. 

Ad assegnarle è la Carovana delle Alpi, annuale operazione di ricognizione promossa da Legambiente sulla qualità dell'ambiente nell'Arco alpino. "Purtroppo dobbiamo rilevare che, accanto alle Verdi, anche le Bandiere Nere quest’anno sono in crescita - spiega Giorgio Zampetti, direttore di Legambiente - esempio di inefficienze, trascuratezza e sciatterie nelle scelte politiche, ma anche d’incapacità nel produrre visioni al passo coi tempi. Al contrario, il nostro vessillo green premia uno spaccato di territorio dinamico, dal significato ancor più pregnante in questo periodo: realtà che puntano su innovazione, riduzione delle emissioni, condivisione di spazi e idee". 

Le due bandiere verdi

Bandiera verde all'imprenditrice etiope Agitu Idea Gudeta, fuggita dal proprio Paese perché minacciata per il suo impegno contro il land grabbing, che ha fondato l’Azienda La Capra Felice e alleva capre recuperando terreni demaniali abbandonati. Vessillo green anche all’Azienda per il Turismo Valsugana Lagorai per la promozione di un turismo rispettoso dell’ambiente, per gli innovativi progetti “Vacanze in Baita” e “Adotta una mucca”, incentrati sulla valorizzazione degli alpeggi. Un'Apt che può fregiarsi di un grande risultato: l’ottenimento della certificazione Gstc, rilasciata dall'Organizzazione Mondiale del Turismo e dedicata al turismo sostenibile. 

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Le due bandiere nere

Altrettante, come detto, le bandiere nere che sventolano su due zone del Trentino dove sono in corso progetti ampiamente contestati da Legambiente. Bandiera nera al sindaco di Borgo Lares ed alla Giunta provinciale per l’ampliamento dell’area sciistica di Bolbeno. Il progetto prevede la costruzione di una nuova seggiovia ed il raddoppiamento dell’impianto di innevamento artificiale, il tutto a 600 metri di quota: un investimento da quattro milioni di euro per la pista da sci più bassa d'Italia. Altra bandiera nera al Comune di Cembra Lisignago per gli interventi già avviati al Lago Santo. Interventi che, secondo quanto denuncia Legambiente "hanno portato alla parziale distruzione di una fascia di praterie umide del lago e che, se completati, trasformeranno il lago in una piscina, stravolgendo vegetazione e paesaggio". 

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