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Martedì, 25 Giugno 2024
Economia

Trentino, inflazione oltre 11%. Sindacati: "I prezzi corrono, ma la giunta resta immobile"

Cgil Cisl Uil preoccupate perché ritengono che nella prossima legge di Stabilità non siano state previste misure efficaci contro il carovita

La corsa dei prezzi non si arresta, in Trentino come in tutta Italia. A ottobre l’inflazione fa registrare un altro balzo in avanti attestandosi all’11,7% rispetto al 10,4% del mese prima. Il dato trentino si colloca appena al di sotto della media nazionale registrata dall’Istat e pari all’11,8 per cento.

Come sottolineato anche dai sindacati trentini, gli incrementi più significativi riguardano i prezzi per l’abitazione e i costi energetici, che crescono su un anno del 52,5 per cento, seguiti dal comparto dei prodotti alimentari con +13,2 per cento.

"È evidente che si tratta di spese difficilmente comprimibili e che giustificano l’interpretazione di quanti definiscono l’inflazione una tassa che pesa sulle tasche delle fasce sociali con i redditi più bassi - fanno notare i segretari provinciali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Si tratta di beni di prima necessità su cui le famiglie possono fare poche economie di spesa".

A fronte di una dinamica dei prezzi che conferma l’andamento in salita risulta incomprensibile agli occhi dei sindacati la miopia con cui la giunta ha definito le priorità della prossima legge di stabilità. "In un momento di crisi ci saremmo aspettati una manovra espansiva e anticongiunturale - insistono i tre sindacalisti - con misure di sostegno alle famiglie per tutelare il loro potere d’acquisto. Ci saremmo aspettati sgravi fiscali selettivi per le imprese allo scopo di spingere sugli investimenti e incentivare la contrattazione per migliorare le retribuzioni. Ci saremmo aspettati investimenti coraggiosi in energie rinnovabili, sostenibilità e innovazione. Constatiamo, invece, che la Giunta prevede di alzare le tasse per i più poveri non confermando sul 2023 il taglio dell’addizionale Irpef fino a 25mila euro, non stanzia risorse adeguate né meccanismi equi per sostenere le famiglie di fronte all’aumento delle bollette e al caro vita, conferma paradossalmente gli sgravi Irap a pioggia per le imprese, senza alcuna selettività con buona pace degli indicatori di produttività e competitività che continueranno a languire".

Nei prossimi giorni Cgil Cisl Uil presenteranno le loro osservazioni puntuali alla manovra. "Ci auguriamo che almeno questa volta la giunta sia disposta a porsi in ascolto e che in consiglio provinciale la legge di stabilità possa essere migliorata", concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

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