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Sicor disdetta il contratto nazionale, la Giunta: "Disponibili ad accompagnare il rilancio dell'azienda"

L'azienda, scrive l'assessore allo Sviluppo, avrebbe già manifestato propensione per importanti investimenti

Disdetta dal contratto nazionale dell'azienda metalmeccanica Sicor di Rovereto: i sndacati gridano allo scandalo e chiamano in causa la Provincia. I consiglieri del PD Sara Ferrari ed Alessio Manica accusano di immobilismo il presidente Fugatti, che però si affretta a chiarire che oggi c'è stato un incontro con i lavoratori dopo il presidio in piazza Dante e che la Giunta è già impegata alla ricerca di una soluzione.

Soluzione che, si legge in una nota della Provincia, sarà "ad un tempo nell'interesse dell'azienda e dei circa 170 lavoratori attualmente impiegati". Insomma, una mediazione; che appare però difficile visto che l'azienda si è già mossa unilateralmente nei mesi scorsi tagliado la retribuzione integrativa.

"A fronte della disponibilità manifestata dall'azienda ad effettuare nuovi investimenti - scrive l'assessore provinciale allo Sviluppo Economico Achille Spineli - deve essere chiaro l'obiettivo finale a cui tendere, una crescita che vada a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti e non da ultimo del territorio. Anche perché, è stato ricordato, la legislazione provinciale "premia", con una riduzione Irap, le aziende che operano in Trentino, a condizione che dal 2020 non disapplichino contratti collettivi nazionali o non li applichino con condizioni peggiorative. 

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