Industria, la Cgil: crisi sembra alle spalle ma non cresce l'occupazione

Sono in attivo tutti i settori: nel meccanico l'utile netto è l'8% del fatturato, nel chimico del 5,9%, nell’alimentare del 2,2%, nel tessile del 2,9% e nel cartario è del 5%, i gruppi e le varie sono al 9,8%

Come ogni anno la Cgil del Trentino pubblica i dati di bilancio di società e gruppi industriali tra i più significativi presenti in provincia. I dati dei bilanci 2017 relativi a 48 società metalmeccaniche, 15 chimiche, 7 tessili-abbigliamento, 17 del settore alimentare, 11 del settore cartario-poligrafico, 4 delle costruzioni, 9 gruppi o aziende di settori diversi, sono riportati ed elaborati in modo da ricavarne alcuni indici molto importanti per capire l'andamento delle aziende.  Il campione di aziende preso in esame comprende 111 società e gruppi vari. I gruppi industriali e le varie non sono considerati nell'elaborazione dei dati complessivi in quanto hanno rilevanti presenze fuori dal nostro territorio. Va tenuto conto - ricorda la Cgil - anche che tra le società nei diversi settori ci sono gruppi industriali con stabilimenti in altre regioni.

Dallo studio, condotto da Franco Ischia, responsabile del dipartimento industria e lavoro della Cgil, emerge la fotografia di un'industria trentina che si sta lasciando alle spalle la crisi, seppur la situazione non sia ancora omogenea: "Il dato complessivo per le aziende del campione vede una crescita molto significativa - commenta Ischia -, inferiore solo a quella 2010 e migliore anche di quella del periodo pre crisi 2007 – 2006". A fronte della crescita degli indicatori di redditività non cresce allo stesso ritmo l'occupazione. Nel 2017, per le imprese campione, il saldo occupazionale ha fatto registrare un calo dell'1%. "Sul dato sicuramente ha inciso anche il dato delle gelate che hanno ridotto occupazione nell'ortofrutta – prosegue Ischia -. Al netto di ciò ci sono margini per auspicare una ripresa dell'occupazione”.

Il fatturato 2017 delle aziende del campione è stato di 5,753 miliardi di euro con una crescita del 8,7% rispetto all’anno precedente; il campione 2016 aveva visto una crescita del 1,9% rispetto all'anno precedente. Il campione 2015 aveva visto una crescita del 2,6% rispetto al 2014. La crescita è stata soddisfacente in tutti i settori, tranne nelle costruzioni. In particolare l'aumento è stato buono nel settore metalmeccanico +13,4%, nel tessile +9,8% e nel chimico +7,6%. Bene anche l'agroalimentare con +4,9% e il cartario con +3,1%. Nelle costruzioni si è registrata invece una riduzione del'1,4%. Nel 2017, dunque, la crescita è stata la migliore degli ultimi anni: eccetto il 2010, anno di recupero rispetto alla crisi, bisogna andare ai campioni degli anni 2006 e 2007 per trovare un risultato simile.  In sintesi 79 società su 111 hanno visto una crescita del fatturato rispetto all’anno precedente, mentre per 32 c’è stata una riduzione.

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Il bilancio complessivo presenta un utile di 323 milioni di euro pari al 5,6% del fatturato. Sono in attivo tutti i settori: nel meccanico l'utile netto è dell'8% del fatturato, nel chimico del 5,9%, nell’alimentare del 2,2%, nel tessile del 2,9% e nel cartario è del 5%, i gruppi e le varie sono al 9,8%. Nel 2016 l'entità complessiva degli utili del campione era di 257,6 milioni, 202,6 milioni nel 2015, 133,4 milioni nel 2014. Le aziende in utile nel 2017 sono 97, quelle perdita sono 14. Il primo indicatore di redditività, per le aziende campione, è migliorato rispetto al 2016.

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