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Progettone: niente accordo sugli stipendi dei lavoratori

I sindacati non hanno raggiunto l'intesa con la Federazione e il Cla

 

Cgil, Cisl e Uil escono con un nulla di fatto dall'incontro con i consorzi cooperativi in cui sono impiegati i lavoratori del Progettone provinciale, che ha tra i principali obiettivi quello di garantire occupazione a persone vicine all'età pensionabile che hanno perso il lavoro a seguito della chiusura o della crisi delle aziende in cui operavano. I sindacalisti Tiziano Faes (Fai Cisl), Stefano Montani e Mariano Campana (Flai Cgil), e Giovanni Galluccio (Uila Uil), hanno rigettato l'offerta della controparte, rappresentata dai delegati di Federazione Trentina della Cooperazione e Consorzio Lavoro e Ambiente (assente la rappresentanza del consorzio Con.Solida).
 
I sindacati chiedono un aumento degli stipendi, che arrivano a stento ai 1000 euro mensili, all'andamento dell'inflazione. Scrivono i sindacalisti: "A fronte di una provocatoria offerta di blocco degli aumenti della paga base del personale dipendente del Progettone, che la Provincia Autonoma di Trento avrebbe comunicato alla cooperazione, Fai-Flai-Uila hanno valutato irricevibile l'offerta, modestissima, legata esclusivamente al riallineamento della paga base, degli ex SCAU, al personale inquadrato in INPS non agricola". 
 
I lavoratori del settore si ritroveranno in assemblea nella giornata del 18 novembre per analizzare la situazione e decidere le modalità per riportare la controparte al tavolo con una maggior disponibilità economica. Prima ancora una delegazione di lavoratori chiederà di incontrare il presidente della Provincia Lorenzo Dellai per illustrare le proprie ragioni. 
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