rotate-mobile
Lunedì, 17 Giugno 2024
Economia

Al posto del reddito di cittadinanza, Mia: "Basta sussidio ai single, più soldi alle famiglie"

Per chi non ha figli trattamento ridotto da settembre 2023

È tempo di dire addio al reddito di cittadinanza, la misura anti-povertà introdotta nel 2019 e fortemente voluta dal Movimento 5 stelle. A quattro anni dalla sua istituzione, la misura di sostegno economico è destinata ad essere rimpiazzata, dopo i sette mesi di proroga accordati ai beneficiari con l'ultima legge di bilancio. Secondo una bozza di riforma del sussidio contro la povertà alla quale sta lavorando il ministero del Lavoro, guidato da Marina Elvira Calderone, il reddito di cittadinanza dovrebbe essere sostituito dalla "misura di inclusione attiva" (in acronimo: "Mia"): si dovrebbe poter chiedere da settembre 2023, o comunque entro fine anno. Il condizionale per ora è d'obbligo perché si tratta di un testo provvisorio, che potrà quindi subire ancora diverse modifiche prima di essere presentato in Consiglio dei ministri, come abbiamo spiegato qui.

Oggi la ministra Calderone ha parlato del nuovo sussidio in un'intervista a Repubblica, dando qualche dettaglio in più rispetto alle anticipazioni circolate finora. "L'occupabile non avrà un sussidio, ma una politica attiva definita anche da un'indennità di partecipazione. La vecchia logica del reddito di cittadinanza non c'è più - ha detto -. E la nuova non è punitiva, non è questo l'obiettivo del governo. Anzi le famiglie numerose in difficoltà riceveranno un sostegno più alto dell'attuale perché i minori vanno protetti". La ministra del Lavoro ha aggiunto che non sa ancora se il nuovo reddito si chiamerà Mia, misura di inclusione attiva: "Vorremmo che il nome fosse identificativo di un progetto. Più che il contenitore, mi interessa il contenuto", ha precisato.

"Difficile quantificare la platea ora - ha sottolineato ancora la ministra -. Non è statica, se lo fosse ricadremmo in una logica di assistenza permanente che ci è costata 25 miliardi in tre anni, senza diminuire la povertà né aumentare l'occupazione. Chi può lavorare deve essere messo in condizione di farlo e uscire quanto prima dalla misura. In questo senso non parlerei di risparmio, ma di platea molto più mobile. I numeri circolati in questi giorni appartengono a una bozza di lavoro superata: 12 articoli non sono una riforma", ha aggiunto Calderone.

Per le famiglie numerose "l'Isee terrà conto anche dell'apporto fornito dall'assegno unico per i figli, in modo tale da ricevere più di ora". "Così andiamo a correggere una delle storture del reddito, segnalate anche dalla Commissione Saraceno: uno strumento che dava troppo al singolo e troppo poco ai nuclei con figli. Secondo questa logica, l'aiuto per l'affitto andrà a chi ne ha davvero bisogno, come le famiglie con figli e gli over 60. La pensione di cittadinanza sarà inglobata nella nuova misura", ha insistito la ministra.

La definizione di occupabile - non disabile, senza figli minori, né over 60 - non le sembra limitante? "Al contrario, ci permetterà di capire chi è davvero nel bisogno. La relazione tecnica alla manovra individua 404mila occupabili, ma ben 300mila - il 75% - sono singoli. Questa platea va messa subito in grado di attivarsi. E lo faremo intervenendo sul punto debole del reddito: la presa in carico. Ben 600 mila persone che ricevono il sussidio non sono mai passate per un centro per l'impiego", ha affermato Calderone.

Fonte: Today 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Al posto del reddito di cittadinanza, Mia: "Basta sussidio ai single, più soldi alle famiglie"

TrentoToday è in caricamento