Italcementi: firmato l'accordo a Roma, Sarche produttive almeno fino al 2017

L'accordo firmato presso il Ministero del Lavoro rende "struttuale", spiega una nota del gruppo, l'utilizzo dello stabilimento delle Sarche di Calavino. Soddisfatti i sindacati dopo la "lunga fase dialettica" che ha portato a ridimensionare il ricorso alla cassa integrazione

Il gruppo Italcementi ha firmato ieri l'accordo presso il Ministero del Lavoro per il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. La vicenda è stata, anche in Trentino, caratterizzata da "una fase di dialettica sindacale molto elevata che ha impedito all’azienda di dichiarare la cessata attività produttiva nei siti di Sarche, Castrovillari e Salerno" dichiarano i segretari di Filca e Fillea. La riorganizzazione della rete degli stabilimenti italiani è necessaria all'imminente cessione ai tedeschi della Heidelberg Cement.

"Abbiamo ottenuto il massimo viste le condizioni date" spiega Maurizio Zabbeni, segretario generale della Fillea-Cgil trentina. "Rispetto ai 26 esuberi inizialmente annunciati ci sarà una cassa straordinaria senza esuberi, a rotazione, fino a settembre 2017". Ci sono quindi 20 mesi di tempo per capire se la nuova proprietà coonfermerà la conversione a sito di macinazione, spegnendo quindi i forni delle Sarche. Nel frattempo il sindacato ha in agenda un incontro, fissato per il prossimo 10 dicembre con l'assessore Olivi ed l'azienda che, spiega Zabbeni, "in base alla durata della cassa si impegna ad integrare il più possibile i reddito dei lavoratori interessati dalla misura, per quanto riguarda le spese sanitarie o le spese scolastiche dei figli; ci saranno poi incentivi all'esodo per chi troverà una nuova collocazione, o si avvia al pensionamento, in questo caso si tratta di 42mila euro lordi entro il 2016". 

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Una nota diffusa nella serata di ieri da Italcementi precisa che "l'accordo siglato oggi al ministero rende strutturale l'utilizzo degli impianti di Sarche, Salerno e Castrovillari come centri di macinazione. La scelta fa parte del piano industriale che prevede la complessiva riorganizzazione della rete produttiva di Italcementi in Italia". Chiusura annunciata invece per gli stabilimenti di Monselice e Scafa. La nota si conclude però con una precisazione: "eventuali razionalizzazioni degli impianti non in uso verranno comunque realizzate a partire dal 2017".  Parallelamente il ricorso alla cassa integrazione straordinaria (Cigs) per 20 mesi, dal 1° febbraio 2016  fino al 23 settembre 2017, è stato ridotto da un numero inizialmente ipotizzato di 765 lavoratori ad un totale di 430 lavoratori, di cui  250  solamente nella sede centrale di Bergamo.

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